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LA NOSTRA ISTRUZIONE NON È SACRIFICABILE

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Noi studenti del Canossa abbiamo dato una risposta a quella che è la crisi sanitaria e scolastica attuale decidendo di riappropriarci di uno spazio nostro di diritto. Le istituzioni non sono state in grado di rispondere a questa pandemia e garantire il proseguimento costante della nostra vita all’interno degli istituti. L’istruzione non è un servizio sacrificabile, c’è stato un primo momento in cui gli studenti sono stati costretti a mettere in secondo piano i loro bisogni psicofisici per gestire quella che era una nuova ed enorme emergenza. Dopo un anno dall’inizio della pandemia la situazione nelle scuole è rimasta immutata anche in seguito ai cambiamenti promessi. L’interesse scolastico è sempre stato secondo all’interesse economico da parte del Paese. Le restrizioni di sicurezza prese all’interno degli istituti non hanno incluso un indirizzamento degli investimenti necessari per un reale miglioramento della situazione sanitaria. Nella nostra scuola, il Matilde di Canossa, i provvedimenti sono stati come in tante altri istituti la reclusione dentro le aule, poco distanziamento tra i banchi, mascherine distribuite ma non a norma, l’obbligo di tenere le finestre aperte senza il riscaldamento che aumenta il rischio di ammalarsi e creare confusione nell’aula e non elimina di certo la possibilità di contagio nelle classi “pollaio”.

Le nostre rivendicazioni sono: presidi sanitari all’interno delle scuole con personale specializzato che ci garantisca la sicurezza. Vogliamo screening di massa attraverso tamponi gratuiti, uno sportello adibito alla tutela della salute mentale che non è da mettere in secondo piano soprattutto dopo l’intenso e prolungato periodo di crisi e isolamento che stiamo vivendo; vogliamo lezioni non frontali, che ci garantiscano l’apprendimento e tengano conto delle soggettività all’interno delle classi; basta classi pollaio: vogliamo spazi incrementati e curati; vogliamo che venga abolito il sistema Invalsi, progettato per classificare gli istituti in categorie migliori o peggiori; vogliamo trasporti pubblici, efficienti e gratuiti per il 100% della cittadinanza; rifiutiamo il Pcto (percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento), un sistema che ci indirizza a essere dei lavoratori sfruttati stando alle condizioni della società precaria; dopo due anni di didattica a distanza vogliamo una maturità costruita su un colloquio aperto e non più su una prova di competenze; vogliamo integrare l’educazione civica come una materia di reale valore; non vogliamo essere definiti tramite delle valutazioni dalle quali non sentiamo rappresentata la nostra crescita educativa; vogliamo investimenti per migliorare gli spazi educativi e incrementare le assunzioni in modo da diminuire la capienza delle classi e renderle più sicure, ma anche tutelanti sotto l’aspetto formativo. Nemmeno le connessioni internet nel nostro liceo reggono il 50% di lezioni on-line.

Il governo attuale come i precedenti si dimostra impreparato e menefreghista riguardo alle esigenze di studenti e personale scolastico; noi esigiamo delle scuole capaci di formare liberi pensatori in grado di opporsi a un sistema che li vuole precari. La lotta continua e riparte da questa giornata. Venerdì 5 marzo alle 17 saremo nuovamente in piazza Martiri del 7 Luglio per urlare a gran voce le nostre istanze e riappropriarci degli spazi che ci spettano e ci vengono negati! —

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