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«La stagione dello sci è saltata ora almeno arrivino i risarcimenti»

«La stagione dello sci è saltata ora almeno arrivino i risarcimenti»

La preoccupazione di Marco Giannarelli, proprietario degli impianti di risalita del Cerreto

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Ventasso. Era già nell’aria da qualche giorno, e martedì, con il nuovo Dpcm, è arrivata la conferma definitiva: fino al 6 aprile non sarà possibile sciare su tutto il territorio italiano, comprese (ovviamente) anche le due stazioni sciistiche reggiane che già da tempo si erano preparate a riaprire: Cerreto Laghi e Ventasso.

L’ipotesi di poter avviare da zero una stagione sciistica mai partita ad aprile inoltrato, senza garanzie di tenuta del manto nevoso e soprattutto di possibile interesse degli appassionati (che magari in quel periodo guardano maggiormente alla possibilità di fare le prime “puntate” al mare), è assolutamente inaffrontabile per gli operatori. Lo conferma Marco Giannarelli, titolare degli impianti di risalita al Cerreto: «Sì, il nuovo Dpcm significa saltare completamente la stagione. È un peccato perché quest’anno era venuta davvero tanta neve, sulle piste ce n’è ancora moltissima. Piste che sono in perfette condizioni perché a titolo di servizio, in questi mesi, abbiamo dato l’opportunità di allenarsi agli atleti iscritti agli sci club e tesserati Fisi. Continueremo a dare questo servizio il prossimo fine settimana, ma poi credo che chiuderemo del tutto, visto anche l’andamento della pandemia. Anche qui in montagna il numero dei contagi, infatti, è in aumento».

Nonostante il rammarico quindi, Giannarelli, come aveva già spiegato in altre occasioni, capisce la necessità di tutelare in primis la salute della collettività, mentre la minima consolazione in occasione di quest'ultimo rinvio è che sia stato annunciato con qualche giorno di anticipo rispetto alla data di possibile riapertura precedentemente annunciata del 5 marzo. Nella precedente occasione, lo stop alle riaperture delle piste il 15 febbraio, era stato comunicato solo la sera del 14, fatto unanimemente giudicato come «una presa in giro», visto che tutte le stazioni avevano già compiuto ingenti investimenti per riprendere l’attività.

«Ora siamo già rivolti alla stagione turistica estiva – conclude Giannarelli – sperando che la situazione migliori. Però speriamo tutti che con la stagione invernale definitivamente e completamente saltata ora si inizi a parlare seriamente di ristori, perché tanti operatori, non solo degli impianti ma anche nella ricettività e nel settore del commercio, qua sul crinale sono in grandissima difficoltà».

Se nei giorni scorsi queste località avevano potuto fruire della limitata, ma significativa, quota di turisti che comunque salivano per passeggiate o ciaspolate sulla neve, o per fare sci di fondo nei percorsi attorno al Lago Pranda o a Pratizzano, il posizionamento della provincia di Reggio in zona arancione scuro toglie anche questa possibilità per l’impossibilità di uscire dal proprio Comune. Nella stessa situazione di Cerreto si trova anche la stazione di Ventasso, che però attorno ha un indotto molto inferiore rispetto a Cerreto. A Febbio invece la stagione era già stata battezzata “di transizione” per la scelta di avviare l’intervento di revisione quindicennale della seggiovia Fortino-Mardonde che arriva fino ai 1.500 metri: anche qui si punta con decisione sull’estate, che peraltro da qualche anno, per la località villaminozzese, è quella che vede il maggior numero di turisti. —

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