Muore a 36 anni Davide Cocconcelli, anima rock innamorata degli anni ‘70
SCANDIANO. Due anni fa aveva scoperto di essere malato. Un malattia aggressiva che non gli ha lasciato scampo e lo ha colpito duramente, specie negli ultimi mesi. Scandiano e Carpi piangono Davide “Cocco” Cocconcelli, che aveva solo 36 anni.
Nato e cresciuto a Chiozza, aveva frequentato la parrocchia e per tanti anni aveva fatto lo scout. Il sindaco Matteo Nasciuti, che è stato a lungo capo scout, lo ha salutato su Facebook con la foto del “fazzolettone” e due strofe di una canzone che fa parte del repertorio dell’associazione giovanile: “Insieme abbiam marciato un di/Per strade non battute...”.
Davide viveva da una decina di anni a Carpi con la compagna Eleonora.
Lavorava nell’azienda del padre Lino Cocconcelli a Correggio, la Comex Europe (che opera nel settore delle elettroventole a corrente continua ed è un punto di riferimento internazionale).
Nella stessa impresa lavora anche il fratello Marco.
Lascia anche la sorella Elisa e un altro fratello, Thomas, oltre alla madre Lucia Maffei.
La famiglia è molto conosciuta a Chiozza, anche per l’impegno nel sociale, nel volontariato e nella parrocchia.
I funerali si svolgeranno domani alle 11 nella chiesa di Chiozza di Scandiano.
Il giovane era molto conosciuto per la sua passione per la musica.
Dopo aver fatto parte del gruppo The Smokes, nel 2014 aveva fondato Coco and The Lighters.
Chi ha voluto ricordarlo, con pensieri sulla sua pagina Facebook, ha postato foto e pensieri che rimandano al suo talento musicale e al suo amore sconfinato per le melodie dell’epoca d’oro del rock.
Joe Terenziani, ha condiviso sulla bacheca dell’amico scomparso l’album del 2015: «Cocco aveva una voce di quelle rare, era impossibile non essere toccati quando lo si vedeva e lo si ascoltava. Questo album ne è una delle tante prove, l’ho davvero consumato e per onorare la sua memoria vi invito ad ascoltarlo. Ci conoscevamo di vista, catturò la mia attenzione fin da subito perché era il sosia di John Bonahm e perché sembrava arrivato dagli anni ’70. Non sapevo nemmeno suonasse o cantasse poi una sera lo vidi sul palco e rimasi folgorato...Lui era davvero degli anni ’70! E per me non c’è complimento più bello musicalmente parlando. Grazie per aver condiviso con noi questo tuo dono, ciao Davide Cocco Cocconcelli».
Un amico musicista, Ugo Polli, ha scritto: «Era inutile dirti che eri il più figo, la voce più bella, quello con più talento, la rockstar. Era inutile perché era ovvio. Speriamo di avertelo detto abbastanza, però. Fatevi un favore e ascoltate il Cocco, che ci ha lasciati oggi, “On the Way Home”». L’amica Irene ha scritto: «Quando suonava Davide Cocco Cocconcelli non ti sentivi più a Carpi, ma in America, non ti sembrava più il 2000, ma gli anni ’70. Amava la musica, la vita e Eleonora. Insieme erano la cosa più bella. Ciao, Cocco». —
J. D. P.
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