Tra i binari della Reggio-Ciano due chili e mezzo di droga
REGGIO EMILIA. Quasi due chili e mezzo di hascisc e marijuana e tre grossi coltelli da cucina nascosti tra le traversine della linea ferroviaria Reggio-Ciano e tra la vegetazione che fiancheggia i binari: un deposito di droga e armi a cielo aperto. Questa la scoperta effettuata dal Nucleo Antidegrado della polizia municipale in via Antonio Da Genova, la lunga strada che fiancheggia il torrente Modolena, dove si trova anche il più popoloso campo nomadi di Reggio.
Si è trattata di un’indagine di iniziativa dei due ispettori del Nucleo Antidegrado, che da diverso tempo avevano notato un via e vai sospetto lungo i binari della ferrovia: un comportamento inspiegabile, visto che la tratta Reggio-Ciano, causa lavori in corso, è inattiva e i convogli sono stato sostituiti da bus. Alcune presenze sospette nei dintorni di casolari abbandonati e la constatazione che le centraline elettriche a terra erano state manomesse hanno convinto gli ispettori a eseguire un controllo, martedì alle 16, con il supporto dell’unità cinofila. Gli agenti hanno setacciato l’area intorno ai binari, mentre il fiuto del cane poliziotto Victor è stato determinante per individuare gli involucri disseminati in diversi punti.
La verifica è stata estesa anche all’argine del Modolena e alla boscaglia che costeggia i binari, un luogo ideale per chi non vuole essere notato. Nel complesso sono stati recuperati due chili e 250 grammi di stupefacente. Secondo una stima, una tale quantità di droga, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre diecimila euro. Nel dettaglio sono stati recuperati 18 involucri ancora sigillati in panetti di hascisc, un sacchetto contenente 15 pezzi della stessa sostanza già confezionata e pronti per la vendita, nove buste (una di maggiori dimensioni e le altre più piccole) contenenti marijuana per un peso complessivo di oltre 400 grammi, un bilancino di precisione e tre coltelli da cucina, di quelli usati per tagliare il pane, lunghi circa trenta centimetri. Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, a disposizione della Procura reggiana, mentre le indagini della polizia municipale continuano per individuare i proprietari del tesoretto. —
Am.P.
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