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Violenza sessuale su minore: ex agente nei guai

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Violenza sessuale su minore: ex agente nei guai

Rinviato a giudizio anche per abuso d’ufficio, violazione della legge sulle armi, peculato, stalking e violenza privata

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REGGIOLO. Abuso d’ufficio, violazione della legge sulle armi, peculato, stalking, violenza privata e violenza sessuale su minore. Un elenco di reati gravissimi, di cui dovrà rispondere un ex agente della polizia locale del Basso Mantovano, già in servizio prima a Reggiolo e poi, dal febbraio 2019, a Brescello. Ieri mattina a Mantova, al termine dell’udienza preliminare davanti al giudice Matteo Grimaldi e al pubblico ministero Giulio Tamburini, l’uomo, di 39 anni, è stato rinviato a giudizio. Il processo inizierà il 13 settembre prossimo. Tra lui e la vittima, secondo l’accusa, c’era stata una relazione sentimentale al termine della quale il 39enne avrebbe ripetutamente molestato il giovane con pedinamenti e appostamenti, continue telefonate e messaggi, lettere recapitate ai suoi conoscenti; una presenza frequente nei luoghi da lui frequentati, come la scuola, la palestra e il treno. Una persecuzione durata 5 anni. Non solo: l’avrebbe costretto a bloccare tutte le sue utenze, lo avrebbe pedinato quando usciva con gli amici, chiedendogli di riallacciare la loro relazione. Inoltre si sarebbe fatto trovare in più occasioni a scuola, facendolo chiamare dalla bidella con la scusa di dovergli consegnare una chiavetta Usb, spacciandosi per suo cugino e seguendolo poi nel corridoio per parlargli. E ancora, lo avrebbe atteso nelle stazioni ferroviarie, prendendo il suo stesso treno. Nel periodo finale della relazione vi sarebbe stato anche abuso di autorità e minaccia consistita nel prospettargli che, se non avesse acconsentito ad avere rapporti sessuali con lui, avrebbe mostrato alla sua fidanzata fotografie scattate nella loro precedente intimità, e prospettandogli anche atti di violenza fisica nei confronti suoi e della sua famiglia. In qualità di vigile urbano, nel corso di un servizio avrebbe omesso di multarlo benché fosse sprovvisto del patentino per guidare il ciclomotore, e in un’altra occasione gli avrebbe regalato una cartuccia proveniente dall’arma di ordinanza. E per andare a trovarlo avrebbe usato, più volte, l’auto di servizio. Una vicenda che nel 2019 ha creato tensione anche a livello politico: l’Unione Bassa reggiana annunciò di avere «avanzato la richiesta di costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale», precisando che i fatti in questione «non sono stati commessi nel territorio di Brescello», e che la perquisizione compiuta dalla polizia giudiziaria mantovana il 6 marzo di quell’anno «non ha riguardato gli uffici della Municipale di Brescello» ma unicamente le pertinenze dell’ex agente. Ovvero: armadietto, scrivania, auto. —

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