Banda dei “ladroni” Il Riesame libera altri cinque georgiani
reggio emilia. Continuano a fioccare le scarcerazioni – su decisione del Riesame di Bologna – relativamente all’operazione “Kanonieri kurdi” che ha smantellato due organizzazioni criminali di georgiani e degli ucraini (i primi professionisti dei furti in abitazione, i secondi con il ruolo ancillare di principali ricettatori) che avevano come base Reggio Emilia per le loro scorribande notturne in tutto il nord Italia.
Partita nel 2015 l’indagine si è conclusa di recente con 62 misure cautelari, delle quali 22 eseguite a Reggio Emilia. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a furto, rapina, ricettazione, riciclaggio, documenti falsi e immigrazione clandestina e con l’aggravante della transnazionalità. Fra lunedì e martedì l’organo giudicante felsineo ha accolto cinque ricorsi, liberando il georgiano 50enne Mevlud Mirotadze (difeso dai legali Nicola Tria e Luigi Scarcella) che gli inquirenti considerano un “organizzatore” e quindi una figura importante dell’organizzazione, ma anche quattro connazionali indagati e ritenuti “partecipi” dalla squadra mobile coordinata in questa complessa indagine dalla pm Isabella Chiesi.
«Sono fatti del 2016, la misura cautelare applicata era fuori dai presupposti di legge, in quanto non c’è nessun pericolo attuale» è il commento raccolto dalla Gazzetta dagli avvocati difensori, con il legale Giuseppe Caldarola – assiste due “partecipi” – che fa un ulteriore sottolineatura: «Il Riesame ha letto tutti gli atti – dice – e per i miei due assistiti ha valutato anche gli aspetti lavorativi e familiari dal 2016 ad oggi».
Partita nel 2015 da un’intuizione della polizia per “scavare” sul singolare monopolio dei georgiani nei colpi seriali in abitazione e nella disponibilità di ingenti quantità di gioielli d’oro, l’indagine si è dilatata a dismisura.
Reggio Emilia, definita nelle intercettazioni “casa nostra”, per gli investigatori era l’epicentro, il punto di partenza o di arrivo per le scorribande nel nord Italia (113 gli episodi contestati, 55 dei quali nel reggiano) dei professionisti, con una struttura piramidale in grado di fornire appoggio logistico, batterie “fresche” in 24 ore, documenti falsi e con un proprio canale di ricettazione. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
