Pannelli in eternit nell’ex stalla Unipeg Slitta di altri tre anni la rimozione
Alla Bernolda incredulità nel vicino quartiere residenziale La bonifica avrebbe dovuto compiersi entro febbraio 2021
CAMPAGNOLA. La rimozione di pannelli di eternit ammalorato dai vecchi tetti di una stalla in disuso nella frazione della Bernolda non si farà entro febbraio 2021, data inizialmente annunciata dal sindaco di Campagnola, Alessandro Santachiara, in base ad un iter amministrativo avviato nel 2017.
Nei giorni scorsi la giunta guidata da Santachiara ha annunciato una nuova istruttoria che concede altri tre anni (fino a febbraio 2024, quindi) alla proprietà per eseguire lo smaltimento del materiale tossico. Si tratta di un vero e proprio problema di salute pubblica “intercomunale”: le stalle in questione si trovano in territorio di Campagnola, ma lambiscono la piccola frazione di Novellara. A dividere i due lotti c’è solo la strada provinciale che collega Novellara a Reggiolo e che funge anche da confine tra i due comuni.
Una nuova urbanizzazione residenziale su territorio novellarese, con palazzine costruite quindici anni fa, dista una decina di metri dagli stabili che giacciono in stato di abbandono. Con grande sconcerto da parte dei residenti, la scadenza per la rimozione dell’eternit di febbraio 2021 rimane, quindi, solo sulla carta: il nuovo ordine di rimozione avrà scadenza tra 36 mesi. Per ora, quindi, rimangono al loro posto i pannelli di eternit in amianto installati negli anni Sessanta, molti dei quali si trovano in pessime condizioni, potenzialmente cancerogeni.
In molti si chiedono come mai sia possibile, a livello normativo, che un iter amministrativo avviato nel 2017 che imponeva la rimozione dell’eternit ammalorato entro febbraio 2021 non sia stato effettivamente seguito dai lavori di rimozione, ma piuttosto, da un’altra procedura con scadenza triennale.
«Solo allo scadere – rispondono gli amministratori – della validità dell’istruttoria precedente, l’amministrazione ha potuto ufficialmente prendere atto della totalità degli interventi eseguiti dalla proprietà e muoversi, in collaborazione con l’Ausl locale, al fine di istituire l’opportuno iter amministrativo. Il Comune di Campagnola ha, infatti, inviato all’Ausl tutta la documentazione necessaria allo scopo di ottenere apposito parere con cui costruire gli interventi successivi, sostenuti da specifico parere scientifico che individuerà le migliori linee di intervento».
Rimangono imprecisati, ad oggi, i metri quadrati ammalorati (su un totale di 14mila ancora posati sui tetti dei vecchi stabili) da rimuovere.
«L’ultima relazione – ha dichiarato la giunta guidata dal sindaco Alessandro Santachiara – del tecnico con le relative classificazioni e metrature circa lo stato di conservazione del materiale contenente amianto è, ad oggi, oggetto di valutazione dell’Ausl».
L’azienda proprietaria delle vecchie stalle è la cooperativa Unipeg, ex colosso della lavorazione carni con sede a Pegognaga (Mantova), travolto dai debiti. Nel 2016 Inalca del Gruppo Cremonini comprò due rami dell’azienda ed è anche intervenuta Legacoop con il fondo mutualistico, un’operazione che ha garantito 6,6 milioni di euro a sostegno di Unipeg.
Ma questo non ha evitato il fallimento dell’azienda, motivo per cui le operazioni di smaltimento dell’eternit risultano essere particolarmente complesse.
«La proprietà – fanno sapere dal Comune – risulta in liquidazione e il sito non è utilizzato. Questo potrebbe porre delle problematiche di liquidità aziendale, oltre alla probabile impossibilità di accedere a bandi di finanziamento per lo smaltimento a cui altre aziende stanno partecipando», concludono gli amministratori locali. —
Alessandro Cagossi
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