«Era una persona meravigliosa con un talento straordinario»
Sono in tanti a piangere il Cocco Il batterista Max Po «Che cosa ingiusta la tua morte ma ci rivedremo per fare un po’ di confusione»
Serena Arbizzi
carpi (mo). Profondamente amico di “Cocco” è anche il batterista Max Po che ricorda una delle serate condivise nella palestra di Zazza: «Sembrava una serata di altri tempi, come te. Tu arrivavi da un’epoca diversa. Una sera di prove e poi il live diretto alla festa di Fossoli. Quanti amici quella sera, sembrava un sogno. Non abbiamo suonato abbastanza insieme. Solo una settimana fa ci siamo sentiti alla nostra maniera. Ricordo ancora quando invece di darmi il tuo nuovo cd me ne hai lasciato uno di Guccini. Non sai quanto ho riso da solo in macchina, avevi un talento unico. Sapevo che non stavi bene ma mi hai scritto solo dieci giorni fa. Ho sperato fino all’ultimo. Che cosa ingiusta la tua morte, ti abbraccio forte Cocco, ci rivedremo a fare confusione».
Francesco Rossetti aveva conosciuto Davide nel 2017, «quando era entrato a far parte di Squilibri per i reading-concerto: il primo su Jack London poi tutti gli altri. Da subito ha rivelato un talento umano e artistico enorme. Alzava il livello – racconta Francesco – amava la musica e ne era ricambiato. Aveva una voce straordinaria. Come certi artisti, era molto timido, ma il cantare gli dava una sicurezza che non trovava altrove».
«Aveva cominciato suonando la chitarra a Scandiano – prosegue Francesco – Poi, nella sua prima band, siccome non trovavano il cantante, ci aveva provato lui. Ed era stata la scoperta, quasi per caso, di un dono speciale. Era un vero cinefilo. Condividevamo una passione per Mickey Rourke e la sua carriera assurda tra talento e dissipazione. Negli ultimi due anni, quando già combatteva il suo male, era contento perché era riuscito a fare un disco come lo voleva lui, con la complicità fortissima della sua band Evil Knievel. Andai a Torino solo per lui, per vederlo esibirsi davanti a un pubblico “non amico”. Fu folgorante. La musica tiratissima, l’energia, il look trasformavano quel locale in un club newyorkese dei primi anni Settanta. Era anche una persona semplice, dallo sguardo buono. Una volta gli chiesi se il rock fosse salvifico o autodistruttivo. Mi disse che la musica in sé è solo positiva, perché esorcizza certi fantasmi e te li fa scivolare in una maniera bella. Semmai a volte è quello che accompagna il suonare che può creare dei problemi. Ma non era il suo caso».
Anche tanti ragazzi della Balorda, la corsa più pazza d’Italia, e dell’associazione AppenAppena, che organizza il festival Concentrico, ricordano Davide con parole dense di amore e di dolore per la scomparsa. Così come alla Comex Europe, l’azienda di famiglia, dove lavorava Davide, tutti i dipendenti si stringono ai Cocconcelli. —
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