In corso i vaccini a domicilio «Più lenti, ma è necessario»
Marchesi, direttore generale dell’Ausl: «Questo processo finirà a maggio» Intanto è iniziata la fase di insegnanti e disabili: 150 i medici di base attivi
REGGIO EMILIA. La sola arma contro l’avanzata del Covid e le sue varianti è la campagna vaccinale.
Dopo la vaccinazione del comparto sanitario e nelle case di residenza per anziani, il vaccino è stato somministrato agli over 85, che hanno partecipato in massa: l’adesione è stata dell’80%, ossia si sono fatte vaccinare 14mila persone sui 16.700 totali degli aventi diritto.
Oggi procedono bene anche le vaccinazioni riservate alla fascia d’età compresa tra gli 80 e gli 84 anni, con quasi il 100% delle adesioni, e quelle per le persone con disabilità, a cui è destinato il vaccino Moderna.
In corso anche la vaccinazione per il personale scolastico, cui invece viene somministrato il vaccino AstraZeneca.
Alle Fiere di via Filangieri il ritmo giornaliero è tornato sulle 1.300-1.400 somministrazioni al giorno, a cui si sommano i richiami nelle casa di riposo per anziani, le dosi destinate ai disabili, al mondo scolastico e le 100 effettuate a domicilio (con punte di 120-130).
Riguardo a queste, Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia ha voluto precisare: «Quella della vaccinazione a domicilio è un’operazione complessa, che richiede più tempo. Si parla di 40 minuti a vaccino, contro i quattro alle Fiere. Al giorno lavorano dieci squadre su tutto il territorio (tre solamente nel distretto di Reggio) per un totale di 100 persone. Il vaccino utilizzato, ossia Moderna, ha una conservazione di sei ore e anche questo è un limite. Bisogna avere pazienza, sarà un processo che ci terrà impegnati fino quasi a maggio».
Alle 12.30 di ieri il totale delle iniezioni fatte nel Reggiano ammontava a 30.891, 1.500 delle quali eseguite nelle abitazioni degli aventi diritto, oltre 50 effettuate nelle strutture per disabili, 15.644 le seconde dosi di cui 3.253 effettuate nelle case di riposo.
«I medici di base che effettueranno le vaccinazioni sono circa 150 – ha spiegato invece Nicoletta Natalini, direttore sanitario Ausl –. Parliamo di 8.800 vaccini in loro possesso ad oggi. Al contrario delle altre aziende Usl, noi abbiamo permesso loro di ritirare le fiale necessarie per sopperire alle prenotazioni già registrate così da completare le richieste entro la prossima settimana, visto che la procedura avviene soprattutto il sabato e la domenica».
È stato inoltre presentato il piano vaccinale del mese di marzo che prevede: la consegna settimanale da parte di Pfizer di cinque scatole (5.850 dosi), tre consegne bisettimanali da parte di Moderna – la prima è avvenuta lo scorso 28 febbraio e le altre saranno a metà e fine mese – per un totale di 7.900 dosi, e la consegna settimanale da parte di AstraZeneca che sta già permettendo di effettuare 300 vaccinazioni al giorno sulle categorie lasciate in sospeso a causa dei ritardi di consegna e che per la giovane età possono usufruire di queste dosi.
Tolte le ottomila per i medici, in casa sono disponibili 4mila dosi totali. Le prenotazioni degli over 80 sono pressoché completate fino alla fine di aprile con una percentuale altissima di adesione, quindi a metà maggio saranno state somministrate prima e seconda dose a tutte le persone facenti parte di questa fascia. L’Ausl ha già deciso che in fase due, molto probabilmente, si partirà con la categoria 4 (chiamata così dal decreto nazionale e regionale presentato qualche settimana fa) rispetto alle sei previste in tutto, questo perché le categorie più a rischio devono attendere la fine della fase uno in quanto devono essere vaccinate con il vaccino di AstraZeneca o Moderna, aziende che consegnano in quantità minori. —
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