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i dati 

«La provincia di Reggio ora è nella morsa della variante inglese»

N.N.

Lo rivela Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero «Può essere la causa dell’aumento dei contagi Molto colpiti i giovani»

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REGGIO EMILIA. Come già anticipato nelle scorse settimane, anche la nostra provincia è stata colpita dalla tanto temuta variante inglese.

Su 14 test campione analizzati, 11 hanno presentato la nuova versione del Coronavirus proveniente dal nord Europa. «Le percentuali nazionali – ha spiegato Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero – in base ai sequenziamenti effettuati parlano di un 50% dei casi che presentano la variante. Si tratta di una forma sicuramente più contagiosa e con una carica virale tendenzialmente più elevata rispetto al primo Covid con il quale ci siamo misurati».

A far riflettere è anche la percentuale crescente dei casi che presentano sintomi, intorno sostanzialmente al 60% del totale, aumento che può essere ascrivibile verosimilmente alla variante inglese. Anche il fatto che ora il virus colpisca le persone più giovani in maniera più incisiva fa pensare a un ruolo determinante delle varianti. «Oltre al fatto chiaramente che gli anziani si stanno mettendo in sicurezza», ha precisato Mazzi. L’abbassamento dell’età media dei positivi, anche ospedalizzati, ha un effetto importante: «Con gli anziani i passaggi in terapia intensiva o semi-intensiva non potevano essere effettuati, mentre la popolazione giovane regge anche l’urto della ventilazione non invasiva importante, e questo fa sì che nelle forme più gravi si trovi beneficio attraverso questi trattamenti». —



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