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sant’ilario, attacco dell’opposizione 

«Le entrate in bilancio sono diminuite? No, anzi: aumentano»

Da.Al.

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SANT'ILARIO. «Falso vittimismo del sindaco Perucchetti sul bilancio: le entrate non diminuiscono, aumentano di 262.000 euro».

È quanto denuncia il gruppo di opposizione “Alternativa Civica per Calerno e Sant’Ilario”, con i consiglieri Alberto Iotti, Marco Orlandini e Silvia Ferrari. «Nelle sue recenti dichiarazioni sul bilancio di previsione 2021 il sindaco Perucchetti sostiene che le entrate si ridurranno – commentano – affermando che il nostro Comune avrà minori entrate, ma le cose non stanno così. Capiamo che presentare la gestione del bilancio come la scalata invernale dell’Everest è un tentativo di ingigantire le difficoltà e di giustificare in via preventiva i limiti e gli errori degli attuali amministratori, però è un’operazione scorretta».

I dati presentati dal Servizio finanziario del Comune evidenziano maggiori entrate per 262.000 euro. «L’aumento delle entrate deriva principalmente dalla conferma dell’aumento del 50% dell’addizionale comunale Irpef e da contributi regionali e statali per la gestione dell’emergenza Covid – spiegano –. La stessa situazione che si è già verificata nel 2020, o il sindaco non è in grado di leggere i dati del bilancio, oppure vuole confondere le idee ai cittadini. Il Servizio finanziario ha stimato per il 2020 un avanzo di amministrazione disponibile di 305.000, di cui una parte viene già applicata al bilancio 2021. Il 2020 è stato l’anno del Covid, ma i contributi dello Stato e della Regione hanno più che coperto le spese derivanti dalla pandemia. Niente di cui meravigliarsi, visto che il bilancio del Comune presenta sempre elevati avanzi di amministrazione: 341.000 euro nel 2019, 292.000 nel 2018, 268.000 nel 2017 e così proseguendo».

«Risultati che non derivano dall’abilità degli amministratori – scrivono – ma dall’elevata pressione fiscale che grava sulle famiglie e sulle attività economiche d’altronde, come prevede la legge, il bilancio di previsione 2021 è naturalmente in pareggio. Perché continuare a piangere miseria quando abbiamo un bilancio che consente ampi margini agli amministratori? I servizi e i contributi erogati ai cittadini non sono una gentile concessione del sindaco e della giunta, ma un diritto della collettività che se li paga con le imposte, le tasse e le rette». «Occorre abbandonare un vittimismo di maniera e applicarsi di più sui contenuti, magari ascoltando qualche volta anche le proposte delle minoranze», concludono. — Da.Al.

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