Gazzetta di Reggio

Reggio

ARRESTATO IN PIAZZALE MARCONI 

A mezzanotte cerca di rubare due computer dentro le Poste

Am.P.

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Quando i poliziotti sono entrati nell’ufficio postale di piazzale Marconi, accanto alla stazione ferroviaria storica di Reggio, hanno trovato la porta d’ingresso forzata e aperta: durante la perlustrazione dei locali, da dietro un armadietto è spuntato uno sconosciuto che, con due computer portatili in mano, ha dichiarato di essere un dipendente delle Poste e che aveva appena finito il turno di lavoro.

Peccato che fosse mezzanotte e mezza della notte tra venerdì e ieri e che la pattuglia delle Volanti della polizia di Stato fosse accorsa lì, inviata dalla centrale operativa e dalla società privata garante che si occupa della sicurezza, perché era scattato il sistema antintrusione della struttura.

Il ladro, identificato in un cittadino 28enne di origini pakistane e con nazionalità italiana, è stato così bloccato e accompagnato in questura per ulteriori accertamenti da parte della polizia.

Il bottino informatico, appartenente a Poste Italiane, è stato sequestrato e dopo le formalità di rito nei confronti dell’uomo è scattato l’arresto per il reato di tentato furto aggravato.

Comparso ieri mattina in tribunale a Reggio per la direttissima, il 28enne si è sottoposto all’interrogatorio perseverando nel suo racconto innocentista, pur cambiando versione rispetto a quella della sera prima.

L’imputato ha infatti dichiarato al giudice che, mentre si aggirava per la zona della stazione storica (tra l’altro infrangendo il coprifuoco imposto dalla pandemia, che scatta a partire dalle ore 22) avrebbe notato l’ingresso aperto e la luce accesa.

A suo dire, sarebbe entrato nell’ufficio postale per curiosità ed essendo un appassionato di informatica avrebbe arraffato i computer non per rubarli, bensì nell’intento di provare a usarli.

Sempre a suo dire, si stava aggirando tra i locali di piazzale Marconi quando avrebbe udito dei passi all’esterno della struttura, si sarebbe spaventato e perciò si sarebbe nascosto dietro l’arredo.

Una volta trovatosi davanti agli agenti, avrebbe dichiarato il falso, asserendo di essere un dipendente delle Poste perché non sapeva come giustificare in altro modo la sua presenza in quel luogo e a quell’ora.

L’imputato, all’anagrafe disoccupato e percettore di una pensione di invalidità, è residente da anni a Guastalla.

Nei suoi confronti il pm onorario ha chiesto il divieto di dimora nella provincia di Reggio Emilia, mentre l’avvocato difensore, Annalisa Bassi, ha sostenuto la mancata necessità di applicare qualsivoglia misura cautelare.

Nonostante la versione a dir poco stravagante fornita dall’interessato, il giudice Giovanni Ghini ha convalidato l’arresto e ha rimesso in libertà il 28enne, rinviando l’udienza all’8 aprile per il prosieguo della direttissima. —

Am.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google