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«Oggi, 51 anni fa, s’inaugurava il Diana Per le scuole abbiamo dovuto lottare»

Martina Riccò
«Oggi, 51 anni fa, s’inaugurava il Diana Per le scuole abbiamo dovuto lottare»

Lo ricorda Loretta Giaroni, allora assessore nella giunta Bonazzi: «Mi raccomando, state unite e lottate sempre anche voi»

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Martina Riccò

REGGIO EMILIA. «Festeggiare l’8 Marzo o non festeggiarlo? Per l’8 Marzo bisogna ricordare. E non solo in questa data: bisogna ricordare sempre».

È l’appello che Loretta Giaroni, 92 primavere e un animo da ragazzina, coordinatrice dell’Unione Donne d’Italia (Udi) di Reggio Emilia dal 1957 al 1967 e assessore comunale alle Scuole e ai Servizi sociali dal 1965 al 1975, fa a tutte e tutti.

«Se non si conosce la storia non si può guardare al futuro», dice. E poi racconta cosa è accaduto il 7 marzo di 51 anni fa: «Nello stesso pomeriggio, alle 16 e alle 17, sono state inaugurate dall’allora sindaco Renzo Bonazzi le scuole dell’infanzia comunali Diana, ai Giardini, e La Villetta a Ospizio». Per l’occasione il primo cittadino aveva invitato tutta la città, e anche l’Udi aveva sollecitato le donne a partecipare, inviando loro una lettera su cui era disegnata una mimosa. «È importante ricordarlo – spiega Giaroni – perché per aprire quelle scuole abbiamo lottato duramente per anni».

La battaglia delle donne per ottenere dei servizi per l’infanzia che potessero garantire un’adeguata educazione ai bambini e allo stesso tempo permettere a loro di lavorare, era iniziata negli anni Sessanta. L’agguerrita volontà delle donne dell’Udi aveva intrecciato la lungimiranza politica, e anche il coraggio, di Renzo Bonazzi, che per aprire i nidi e le scuole dell’infanzia comunali aveva fatto in modo che si smettesse di classificare la cultura e l’istruzione come “spese facoltative”, che allora erano concesse esclusivamente quando il bilancio era in pareggio.

«Bisognava però cercare di non spendere troppo – ricorda Giaroni – perché di risorse ce n’erano poche. Ecco perché avevamo cercato la collaborazione degli enti che avevano edifici inutilizzati. La Villetta di Ospizio è stata realizzata nella ex dimora del direttore della casa di riposo, mentre il Diana ha preso il posto del cinema e del chiosco che si trovavano ai Giardini. Sembra facile ma abbiamo dovuto lottare dieci anni per riuscire ad avere l’autorizzazione del prefetto e tutti i consensi necessari. Bisognava fare gli asili e le scuole, noi lo sapevamo e non ci siamo mai date per vinte».

Sentire di queste lotte proprio nei giorni in cui le scuole – a causa del Covid – sono state nuovamente chiuse, fa un certo effetto. «Per questo è importante sapere cosa è accaduto in passato – sottolinea Giaroni –. Questa emergenza sanitaria prima o poi finirà, ma le donne devono lottare ancora e ancora. Non possiamo permetterci di stare sedute e vedere le cose andare a catafascio: le donne devono poter lavorare, per farlo servono i servizi per l’infanzia. Donne state unite, organizzatevi, lottate». —

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