S’indaga sull’accoltellamento di Ospizio con una “mappa” della microcriminalità
È uno degli strumenti con cui la Mobile sta identificando coloro che hanno partecipato al ferimento dei due giovani ghanesi
REGGIO EMILIA. C’è una mappa, realizzata dalla polizia di Stato in collaborazione con la polizia municipale e messa a disposizione delle forze dell’ordine, nella quale sono catalogati quei gruppi di ragazzi che si sono resi protagonisti di episodi di microcriminalità. Non proprio (e non necessariamente) baby gang. Ma, più in generale, giovani e giovanissimi che hanno già precedenti.
È questo uno dei punti di partenza per cercare di ricostruire quanto avvenuto sabato pomeriggio in via Bonvicini, nel quartiere di Ospizio, non lontano dal Campo di Marte, con la polizia che sta stringendo il cerchio su quanti hanno partecipato all’episodio violento che ha portato al ferimento con armi da taglio di due ragazzi. I due sono stati trovati a terra, sanguinanti. E subito sono stati soccorsi. In un primo momento le loro condizioni erano apparse molto gravi, ma, fortunatamente se la sono cavata con sette e dieci giorni di prognosi.
Una notizia che fa ben sperare anche per l’esito delle indagini della polizia. I due ragazzi – uno di 18 anni e uno di 23, entrambi di origini ghanesi e residenti a Reggio – saranno infatti sentiti dagli agenti per ricostruire l’accaduto.
Quel che è certo è che siano stati feriti durante una rissa scoppiata, con tutta probabilità, al Campo di Marte, e che poi si è trascinata nelle vie del quartiere (tracce di sangue sono state trovate in via Papa Giovanni XXIII), terminando in via Bonvicini con la fuga di chi non era ferito, o lo era solo in modo lieve.
A dare l’allarme sono stati alcuni passanti, spaventati dalle macchie di sangue e soprattutto preoccupati per i due giovani a terra. Quando gli operatori sanitari inviati dalla centrale operativa del 118 – due ambulanze della Croce Verde e l’automedica – sono arrivati, hanno capito che erano stati accoltellati e hanno subito allertato il 113. Sul posto, erano circa le 18.30, sono arrivati gli agenti delle Volanti, che hanno iniziato a raccogliere i racconti dei testimoni, e la polizia locale, che ha chiuso la strada al traffico per consentire agli investigatori della Scientifica della Questura di cercare reperti e tracce utili a ricostruire quanto accaduto.
La polizia ha lavorato ininterrottamente per tutta notte e durante tutta la giornata di ieri per fare piena luce sull’episodio, e le indagini, affidate alla Squadra Mobile, continuano. Si deve infatti risalire alle persone che hanno preso parte alla rissa e a chi ha inferto i colpi ai due ragazzi portati in ospedale (che presentavano ferite da armi da taglio all’addome). L’episodio è avvenuto in quartiere densamente popolato in un orario, il tardo pomeriggio, in cui sono tante le persone di passaggio. I testimoni saranno utili per ricostruire gli spostamenti del gruppo, stabilendo da dove sia effettivamente partita la rissa, e anche il periodo temporale in cui è avvenuto lo scontro.
Saranno passate al setaccio anche le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero aver immortalato i momenti dell’aggressione e, di conseguenza, i partecipanti alla rissa. Ma la polizia punta molto anche sul suo “asso nella manica”: la mappatura dei gruppi di ragazzi che, in questi ultimi anni, sono stati protagonisti di risse, rapine, furti e aggressioni. Sarà questo archivio – che la polizia ha iniziato a costruire, insieme alla polizia locale, nel 2019 – a fornire indicazioni preziose da cui partire per risalire ai responsabili. —
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