Depistaggio e falso, interrogati nuovamente due poliziotti
reggio emilia. Proseguono le mosse giudiziarie nel contesto della delicata inchiesta che coinvolge tre poliziotti della Squadra Volanti, accusati a vario titolo di falso e depistaggio.
Con in mano l’avviso di conclusione delle indagini – notificato il mese scorso – gli avvocati difensori entro i venti giorni di tempo previsti per legge hanno ulteriormente chiarito di recente le proprie posizioni. Hanno chiesto un nuovo interrogatorio e sono stati sentiti in Procura sia il sovrintendente capo (tutelato dall’avvocato Alessandro Conti), sia l’assistente capo (difeso dal legale Matteo Marchesini). Mentre l’avvocato Ernesto D’Andrea – che assiste la poliziotta – ha depositato una memoria difensiva.
A far partire le indagini lo scorso anno è stato l’invio alla Procura di una segnalazione sull’operato dei tre poliziotti in merito all’arresto per rapina di due gambiani: Njie Essa (30 anni) e Doudou Momodou Taal (21enne), entrambi già in carcere per altri reati. Proprio i verbali su due rapine – del 17 e del 22 aprile del 2020 – sono considerati dall’accusa non attendibili, almeno in parte. Diversi i falsi contestati dai due magistrati inquirenti, Marco Marano e Iacopo Berardi: tra questi i riconoscimenti di due vittime in questura (che sarebbero avvenuti invece a casa delle stesse), o il fatto che una giacca sospetta fosse stata ritrovata addosso all’indagato (mentre era stata recuperata invece alle ex Reggiane). C’è poi il caso delle generalità di uno dei due indagati che non coincidevano rispetto a quelle trascritte a verbale, come venne rilevato allora dal giudice del caso, Dario De Luca, che lo liberò dall’indagine facendo scattare poi gli accertamenti sui poliziotti. A pesare infine è il depistaggio: perché, sempre secondo l’accusa, l’aver “falsamente rappresentato la realtà” all’autorità giudiziaria ne avrebbe influenzato poi il giudizio. Sia Essa che Taal, i due gambiani, sia altri due testimoni chiave, a metà gennaio sono poi stati sentiti nel corso dell’incidente probatorio. Un’udienza di quattro ore nella quale i quattro hanno confermato le accuse, ma che ha anche fatto emergere diverse contraddizioni durante le dichiarazioni effettuate dagli stranieri. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
