Lisa Ferrarini torna alla ribalta in tivù e promuove il taglio dei dazi americani
La presidente del gruppo in concordato è stata ospite in prima serata per parlare di politica attualità Ha rilanciato anche la ripresa delle relazioni euro-atlantiche: bene il binomio Biden-Von der Leyen
REGGIO EMILIA. «La sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti sull’agroalimentare è una notizia importante per il mondo dei salumi, dei formaggi e dei vini italiani. L’amministrazione Biden non ha perso tempo e si vedono già i frutti del lavoro messo in campo dalla Commissione Europea e dalla presidente Ursula von der Leyen per la ripresa delle relazioni euro-atlantiche». Su chi è che comanda in azienda, dentro alla villa di Rivaltella non ci sono mai stati dubbi. Lisa Ferrarini era e resta il capo indiscusso tra le mura della villa trasformata in impianto industriale situato nella campagna reggiana, dove non si è mai smesso di lavorare nonostante l’azienda sia societariamente controllata dal gruppo lombardo Pini. Le leve, però, sono ben salde nelle mani dell’imprenditrice reggiana, che sembra aver digerito la crisi finanziaria da 300 milioni di debiti che stava mettendo al tappeto la premiata ditta dei prosciutti, contesa ora da un’altra cordata formata da Bonterre e Intesa Sanpaolo.
Dopo mesi giocati in difesa, Lisa Ferrarini è tornata da qualche settimana a intervenire a 360 gradi su economica e politica, ben oltre il perimetro reggiano. L’ultimo caso, quello in realtà più aderente al mondo Ferrarini, è quello diffuso ieri tramite un comunicato con il quale la presidente dell’omonima spa – carica che ha mantenuto in stretto accordo con Roberto Pini – ha voluto commentare la sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti sull’agroalimentare. Svolta rilevante per l’agroalimentare italiano, di cui Lisa Ferrarini rappresentava una fetta anche quand’era presidente di Assica, la categoria degli industriali della carne, oltre che essere stata vice presidente nazionale di Confindustria, nel periodo della sua massima popolarità tra gli imprenditori. «Dal nostro osservatorio – indica Lisa Ferrarini – stiamo vedendo una buona vivacità nella richiesta dai nostri clienti negli Stati Uniti. Oltre ai consumi delle famiglie sta ripartendo la richiesta dal mondo della ristorazione, grazie ad una campagna vaccinale entrata nel vivo, dopo mesi di blocco totale. I nostri prodotti nei Usa sono particolarmente apprezzati e auspichiamo che di poter riprendere le quote di mercato che avevamo prima della pandemia. A partire dal Prosciutto di Parma e dal Parmigiano-Reggiano non Ogm realizzato nella nostra azienda agricola per l’intera filiera: dal foraggio, alle bovine da latte, alla lavorazione fino alla stagionatura. Questa è una buona notizia anche per gli statunitensi perché negli ultimi mesi veniva segnalato un aumento di prodotti contraffatti che nulla avevano a che fare con il Made in Italy».
A molti reggiani non è passata inosservata la comparsata della manager in due trasmissioni di grande richiamo nazionale: prima a Carta Bianca su Raitre, ospite due volte del programma di Bianca Berlinguer, e poi a Dritto e Rovescio, programma di Palo Del Debbio in onda su Retequattro, dove ha portato la sua testimonianza di imprenditrice con forte impatto politico.
Una strategia della riemersione non certo casuale, che riporta in auge il mondo Ferrarini e la sua guida, decisa a ristabilire un peso industriale dopo la grande crisi.
«Ferrarini negli Stati Uniti è presente in alcuni tra i più importanti ristoranti italiani – dice infatti parlando ancora della svolta sui dazi – nella grande distribuzione e in luoghi iconici come i negozi di Eataly, segnando fino allo scoppio della pandemia un forte incremento delle vendite negli ultimi anni. Oltre al Prosciutto di Parma stagionato nelle cantine di Lesignano de’ Bagni, ai Salami e alla Mortadella, è molto apprezzato negli store statunitensi il Burro non Ogm, ottenuto esclusivamente con il latte proveniente dagli allevamenti delle Fattorie Ferrarini. I prodotti Ferrarini si trovavano anche nei menù dei ristoranti di Eataly negli Stati Uniti e Canada. Grazie all’offerta completa dell’alimentare italiano di alta qualità, Ferrarini è presente in 34 paesi ed è tra i leader di mercato nel food made in Italy di qualità in Giappone, Usa, Svizzera, Spagna, Hong Kong e in importanti Paesi del Sud Est Asiatico come Singapore e Thailandia».
Del resto si tratta di una tra le più importanti realtà europee nel settore agroalimentare, come ricorda il direttore marketing Claudio Rizzi: «Dietro ogni prodotto Ferrarini c’è una filosofia, un’idea fatta di tradizione e storia, come quella millenaria dell’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia. C’è un viaggio alla scoperta dei nostri luoghi e delle Fattorie Ferrarini dove si coltivano il foraggio per alimentare le mucche da latte per la produzione del Parmigiano-Reggiano Non Ogm. C’è un saper fare fatto di tanta manualità e grande passione, la semplicità degli ingredienti del Prosciutto di Parma Dop, la particolare sapienza nello scegliere le materie prime e le spezie per ottenere l’esclusivo e apprezzato gusto del prosciutto cotto Ferrarini. Il risultato sono grandi prodotti simboli del cibo italiano, il più amato al mondo». —
Enrico Lorenzo Tidona
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