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IL PUNTO IN REGIONE 

Donini: «Ci preoccupa la diffusione della variante inglese del virus»

Donini: «Ci preoccupa la diffusione della variante inglese del virus»

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REGGIO EMILIA. «La situazione epidemiologica è significativa e molto impegnativa, soprattutto a causa della diffusione della variante inglese, con elementi di preoccupazione principalmente rispetto a Bologna». Così ieri, nella seduta dell’assemblea legislativa che si è svolta in Regione, si è espresso l’assessore alla Sanità Raffaele Donini.

Nel corso dell’aggiornamento sulla situazione generale legata alla pandemia, Donini ha fornito diversi numeri indicativi della situazione: oltre quattro milioni il numero complessivo dei tamponi effettuati, 90% e 84% i posti rispettivamente di terapia intensiva e di posti letto ordinari Covid occupati nonostante il rafforzamento della rete, oltre al massiccio piano di assunzioni (8.834) di personale sanitario effettuato dalla Regione da inizio pandemia, e gli investimenti per la ricerca in Emilia-Romagna, tra cui 290 studi ai quali hanno partecipato 542 centri clinici finanziati principalmente dalle Aziende sanitarie. «Continueremo ad aumentare i posti di reparti Covid e di terapia intensiva – ha aggiunto Donini – per reggere a questa nuova ondata epidemica, ma al contempo a potenziare le attività di presa in carico dei pazienti Covid sul territorio, grazie anche all’azione delle Usca (Unità di assistenza domiciliare). Accanto a questo – ha aggiunto l’assessore – raccomandiamo la massima prudenza ai cittadini, innanzitutto indossando la mascherina e riducendo al massimo gli spostamenti e gli incontri nel rispetto più rigoroso dei protocolli di sicurezza, perché la variante inglese è molto più capace di diffondersi e di contaminare anche fasce di popolazione che il ceppo originario del virus solitamente non riusciva ad infettare».

Tra le novità a breve termine, la possibilità – lunedì 15 – per i cittadini di età compresa tra i 75 e i 79 anni di prenotare il vaccino anti-Covid, mentre le persone considerate «estremamente vulnerabili» (così definita a livello nazionale in base a determinate problematiche) saranno contattate e prese in carico direttamente dalle Aziende sanitarie. Nel corso dell’assemblea legislativa, l’assessore regionale ha inoltre risposto a un question time presentato dalla consigliera Stefania Bondavalli del gruppo “Bonaccini Presidente”, che ha interrogato la giunta sulla situazione relativa agli operatori socio-sanitari delle strutture residenziali per anziani che, ad oggi, non si sono ancora sottoposti alla vaccinazione anti-Covid19.

«Mi preoccupa l’assenza a oggi – ha affermato la consigliera – di un dato preciso della percentuale di operatori socio-sanitari che non hanno effettuato la vaccinazione, nell’ambito di un dibattito pubblico che dà conto di un supposto numero importante di defezioni. Ben consapevole che sottoporsi al vaccino anti-Covid non è obbligatorio, ritengo occorra adoperarsi sin da subito, nelle forme e nei modi possibili, per cercare di raggiungere la totalità delle adesioni alle vaccinazioni».

Nella propria risposta, Donini ha affermato essere poco più di 11mila il numero di vaccinati tra gli operatori socio-sanitari attivi nelle strutture per anziani.

«Un dato che non soddisfa, da ciò la conferma della necessità di un immediato lavoro di ulteriore sensibilizzazione che porti al necessario risultato da conseguire», ha concluso la consigliera reggiana. —

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