L’università di Bologna inizia i lavori a Villa Levi
REGGIO EMILIA. Incomincia a concretizzarsi il recupero della splendida Villa Levi, gioiello architettonico immerso, a Coviolo, nel verde di un vasto parco quasi altrettanto prezioso.
L’Università di Bologna, che ne è proprietaria da quando l’aveva scelta come sede del suo corso di Scienze delle produzioni animali, ha avviato i lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza.
È grande la soddisfazione del comitato “Coviolo in festa”, che l'aveva fatta conoscere e amare a migliaia di reggiani e forestieri organizzandovi ogni anno un raduno dal sapore arcadico. Purtroppo lo stato d’abbandono seguito alla soppressione del corso universitario ne aveva favorito il progressivo degrado.
È stata grande la mobilitazione dei coviolesi e dei concittadini per sollecitare il suo risanamento. Ed è stato decisivo l'impegno del Fondo ambiente italiano che ne ha fatto, con più di ottomila preferenze, il bene più votato in Emilia Romagna tra i “luoghi del cuore” del Fai.
Il più resta da fare, ma intanto il comitato ringrazia l’ateneo felsineo per l’intervento ancora in corso, che consentirà di riparare o mitigare i più gravi danni che l’edificio aveva subito e che il comitato stesso aveva denunciato sensibilizzando l’opinione pubblica. Il ringraziamento è rivolto, inoltre, ai cittadini, alle associazioni, alle istituzioni e a «tutte le realtà che, a vario titolo e con sempre maggiore interesse e partecipazione si sono unite in questa importante causa». Lo stesso sindaco Luca Vecchi aveva diffuso un video-appello per invitare i cittadini a votare sul sito del Fai. Molti consiglieri comunali sono stati coinvolti. La Regione Emilia-Romagna si è espressa tramite l’assessore alla Cultura Mauro Felicori, manifestando la disponibilità a «svolgere un ruolo di facilitatore o di suggeritore di idee». «L’obiettivo comune – sottolinea il comitato – è continuare a lavorare tutti insieme per poter garantire a Villa Levi un futuro all’altezza della sua importanza architettonica e storico-artistica nonché del valore culturale e sociale che essa riveste per la comunità». —
L.S.
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