«Una latrina a cielo aperto davanti agli alloggi Polfer»
REGGIO EMILIA. Rifiuti di ogni genere (plastica, cartoni e cartacce, lattine, bottiglie di vetro, indumenti usati) accatastati a formare disgustose montagne. E poi tracce nauseanti lasciate da chi, di giorno ma soprattutto durante la notte, svuota vescica e non solo. È lo stato in cui versano alcuni angoli di piazzale Marconi, soprattutto quelli più appartati come lo spiazzo davanti agli alloggi della polizia ferroviaria e alle Poste che, non più di qualche giorno fa, sono state “visitate” da un ladro che è riuscito a entrare negli uffici rubando due computer portatili.
A denunciare la situazione, che ha già superato da un pezzo il limite della tollerabilità, è il Siulp reggiano, il sindacato unitario dei lavoratori di polizia. «Il piazzale ferroviario – spiega il segretario generale provinciale Aldo Aragiusto dando voce alle tante denunce presentate in questo ultimo periodo dagli agenti della polizia ferroviaria – è diventato una discarica e una latrina a cielo aperto. Questo fatto sarebbe intollerabile già di per sè, ma lo sdegno e la preoccupazione aumentano perché lì vi è anche collocata una palazzina adibita ad alloggio e spogliatoio per il personale della polizia ferroviaria, diviso tra donne e uomini».
Parte del problema potrebbe essere risolto con un semplice gesto: chiudere il cancello presente su via Eritrea, permettendo soltanto agli autorizzati di entrare in quella parte del piazzale. «Il ladro che si è intrufolato nell’ufficio postale di piazzale Marconi – spiega Aragiusto – ha forzato la porta che si affaccia sul piazzale ovest della ferrovia, proprio quello a cui si accede dal cancello sempre aperto. Da tempo chiediamo di poter chiudere quel cancello e dare ai soli autorizzati la possibilità di entrare: il personale della polizia ferroviaria, i dipendenti dell’ufficio postale, i dipendenti di Ferrovie dello Stato».
Il cancello chiuso permetterebbe di controllare con più facilità l’area, tenendola pulita e diminuendo anche il rischio per i dipendenti delle ferrovie e delle Poste di imbattersi in malintenzionati: «Auspichiamo che un intervento venga fatto al più presto – conclude Aragiusto – al fine di ripristinare e mantenere il decoro del luogo e, soprattutto, ridurre al massimo il disagio per la popolazione e i colleghi». —
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