Audizione al Csm, nuova richiesta al commissario «Si pubblichi il verbale»
reggio emilia. Continua ad essere all’insegna delle polemiche l’avvicinarsi degli avvocati reggiani al voto per il ripristino del consiglio dell’Ordine. E come per le dimissioni-shock sotto Natale – che hanno portato alla decadenza della presidente con i consiglieri rimasti in sella – il pomo della discordia rimane l’audizione al Csm sul caso Mescolini dell’allora guida dei legali reggiani, cioè l’avvocatessa Celestina Tinelli.
Come già riportato dalla Gazzetta, il commissario straordinario Giovanni Berti Arnoaldi Veli ha detto “no” – con apposita delibera – alla richiesta del legale Luca Tadolini (insieme ad altri cinque colleghi) rivolta alla pubblicazione integrale sul sito dell’Ordine del verbale consiliare del 21 dicembre scorso in cui, alle pagine da 3 a 10 al momento secretate, sono contenute le “delucidazioni alla presidente Celestina Tinelli sull’audizione davanti al Csm”. Su questo rifiuto l’avvocato Tadolini si è già espresso auspicando un ripensamento da parte del commissario straordinario. A ciò ora si aggiunge la presa di posizione dell’avvocatessa Antonella Giglioli che con un’istanza chiede nuovamente che il citato verbale venga pubblicato integralmente. Richiesta fatta con una motivazione piuttosto articolata.
«La delibera di diniego – scrive Giglioli – appare soprattutto in contrasto proprio con gli atti di indirizzo politico già approvati dal consiglio dell’Ordine che il commissario straordinario probabilmente non ha consultato sul sito dell’Ordine: ci si riferisce alle Linee programmatiche consigliatura 2019/2022, approvate dal plenum del 4 marzo 2019 (punto 20 all’ordine del giorno), in cui al punto 7 viene espressamente prevista la “tempestiva pubblicazione delle delibere e dei verbali assembleari, con il limite dei dati personali. Adempimento dovuto nell’ottica di piena trasparenza, che caratterizzerà il nostro consiglio dell’Ordine”. L’approvazione del plenum – rimarca – fa di tale determina un atto politico di indirizzo dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia, prerogativa del consiglio dell’Ordine che già l’ha approvato ed a cui, pertanto il commissario straordinario non può derogare, se non contravvenendo le scelte (discrezionali) già fatte proprie da questo Ordine di avvocati». L’avvocatessa Giglioli, nel caso la situazione rimanga immutata, si rivolge in via subordinata al Consiglio nazionale forense (Cnf) e al ministro della Giustizia affinché provvedano nel merito della richiesta. —
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