Gazzetta di Reggio

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VIOLENZE IN FAMIGLIA 

Condannato e portato in cella l’uomo che picchiava la moglie

Am.P.

La donna ha trovato il coraggio di denunciare il marito nel giugno dello scorso anno Ora il 35enne dovrà scontare due anni, un mese e 16 giorni

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REGGIO EMILIA. Otto anni di vessazioni tra schiaffi, pugni, lesioni e umiliazioni: episodi che spesso avvenivano alla presenza dei figli. Alla fine la donna di 32 anni ha trovato il coraggio di denunciare il marito 35enne.

Ora, dopo l’iter processuale, la condanna è diventata esecutiva e il 5 febbraio l’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Reggio Emilia ha emesso l’ordine di carcerazione per il consorte violento, che martedì sera è stato arrestato dai carabinieri di via Adua e accompagnato in carcere, dove il 35enne dovrà scontare (detratti i 4 mesi e 4 giorni di pre-sofferto ai domiciliari) due anni, un mese e sedici giorni di reclusione.

I carabinieri di Reggio Emilia hanno arrestato il marito violento il 23 luglio 2020 per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni e percosse. Nel mese precedente, giugno 2020, dopo la denuncia la moglie è stata costretta ad andare via da casa portando con sé i due figli minori perché il consorte manesco, in attesa del processo, aveva ottenuto di scontare gli arresti domiciliari nella casa familiare.

Diversi gli episodi di violenza ricostruiti dall’Arma dei carabinieri: in un’occasione il marito, rientrato in casa dopo un breve periodo di detenzione, ha spaccato una porta e picchiato la moglie e una sua amica, il tutto davanti a uno dei due figli.

Nel 2019 l’uomo, ubriaco, ha costretto la compagna che guidava ad accostare a bordo strada e ha alzato le mani su di lei, sempre in presenza dei bambini.

A giugno del 2020 l’ultimo di una lunga serie di abusi: arrabbiato per alcune considerazioni fatte dalla donna, dopo averla più volte minacciata di morte l’ha colpita con schiaffi e pugni, facendole quasi perdere l’udito.

Ormai stremata e costretta ad allontanarsi da casa per evitare conseguenze peggiori, la donna ha così deciso di rompere il silenzio e rivolgersi ai militari reggiani.

L’iter processuale si è concluso l’11 gennaio scorso, quando il 35enne violento è stato riconosciuto l’uomo colpevole ed è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione. —

Am.P.

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