Un quartiere in allarme per tre venditori porta a porta
Hanno suonato ai campanelli dei cittadini per piazzare contratti di fornitura In molti hanno sospettato si trattasse di malviventi, ma avevano il permesso
NOVELLARA. Tempi duri per i (veri) venditori porta a porta, visti i tanti casi di furto da parte di finti tecnici e affetti di varie società. Parecchio sconcerto e preoccupazione ha creato, martedì mattina, la presenza di venditori porta a porta nel quartiere nord-ovest del paese, compreso tra via Fratelli Manfredi, via Valle, via Leningrado e il Parco della Fossetta.
Alcuni cittadini hanno segnalato al comando della polizia locale la presenza lungo le strade di tre individui che suonavano ai campanelli con fare sospetto, proponendo contratti apparentemente vantaggiosi di fornitura di gas e luce «in questi tempi difficili di Covid» dicevano ai residenti.
«La prima cosa che chiedevano, con insistenza e fermezza – afferma un residente – era di poter vedere i contratti già sottoscritti, per poi modificarli con tariffe più convenienti. Dal piglio, sembrava che fosse una iniziativa a mio vantaggio, ma non mi sono fidato e non li ho fatti entrare. Nonostante avessero un tesserino di riconoscimento, mi sono insospettito per il loro atteggiamento furtivo, per cui gli ho detto che avrei chiamato le forze dell’ordine. A quel punto, i tre si sono allontanati a passo veloce senza più continuare a suonare i campanelli come avevano fatto fino in quel momento. Allora – prosegue il residente – ho effettivamente chiamato la polizia locale, che mi ha confermato trattarsi di legittimi venditori di una nota azienda di distribuzione di servizi che aveva preventivamente reso noto le loro generalità alle forze dell’ordine in vista del porta a porta previsto a Novellara».
In ogni caso, la polizia locale suggerisce di mantenere le distanze dalle persone che si presentano a casa con l’intento di vendere qualcosa. A volte, infatti, questi presunti agenti di commercio si rivelano essere, in realtà, malintenzionati che cercano di intrufolarsi nelle case dei malcapitati, spesso approfittando della buonafede di persone anziane, per fare razzia di soldi e preziosi. Mentre un venditore mette in scena la falsa proposta commerciale, il complice si insinua indisturbato nelle stanze in cerca di refurtiva. Inoltre, anche se si trattasse di proposte commerciali legittime, le forze dell’ordine sconsigliano sempre di firmare sul momento contratti apparentemente vantaggiosi, ma piuttosto di leggerli con calma per scoprirne tutte le clausole, prima di apporre la firma. Una volta sottoscritti, infatti, non è facile disdirli, e spesso ci si trova coinvolti in procedure lunghe e complicate per rescinderli, a volte accompagnate da penali economiche.
Infine, in questo particolare periodo pandemico, il comando della polizia locale sconsiglia di fare entrare degli sconosciuti nelle proprie abitazioni, per ovvi motivi sanitari.
Tra l’altro, i cittadini si chiedono come possano, i veri venditori porta a porta, esercitare queste attività commerciali, visti i divieti in vigore per contrastare la diffusione della pandemia.
Tornando all’episodio di martedì, il loro fare circospetto e la conseguente “fuga” dopo la minaccia di poter essere controllati dalle forze dell’ordine potrebbe spiegarsi nel voler evitare sanzioni, peraltro piuttosto salate, per la violazione delle restrizioni anti-coronavirus. All’arrivo delle forze dell’ordine, infatti, i venditori avevano già fatto perdere le loro tracce.
In caso di dubbi, perplessità o percezione di pericolo, la polizia locale suggerisce sempre alla cittadinanza di chiamare le forze dell’ordine, come avvenuto martedì a Novellara. —
Alessandro Cagossi
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