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Beni di prima necessità per i profughi della Bosnia

Daniela Aliu

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SANT’ILARIO. Da Calerno e Sant’Ilario alla Bosnia con una raccolta umanitaria per i campi profughi. È arrivata ieri mattina a destinazione la raccolta umanitaria partita da Calerno e Sant'Ilario per i campi profughi in Bosnia, che ha visto un’eccezionale collaborazione da parte di tanti cittadini. A raccontare la storia alla Gazzetta è il vicepresidente del Calerno Calcio, Diego Barbacini. «Sono passate poco più di due settimane da quando siamo stati contattati dal nostro amico Nino Cuomo (un ragazzo di Calerno, ndr) per mettere in piedi una iniziativa di raccolta e consegna di generi alimentari e di prima necessità per i campi profughi della Bosnia – spiega –. Come Calerno Calcio abbiamo utilizzato i nostri spogliatoi come luogo di raccolta. Devo dire grazie ai nostri dirigenti – continua Barbacini – all’assessore Massimo Bellei che si è occupato della pubblicità della cosa attraverso il portale del Comune di Sant’Ilario e col volantinaggio; grazie anche all’associazione volontariato “L’aggregazione”, in particolare a Germana De Micheli, Giuliano Palmia e Chiara Mantovani, che si sono occupati della raccolta. Grazie anche a loro abbiamo raggiunto un risultato davvero grande ed insperato». Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalle aziende santiliaresi, in particolare Fagioli e Bigi Gomma Duemila che hanno provveduto al trasferimento dei pacchi; la Molino Maioli ha invece donato ai profughi tanti sacchi di farina. «Se prima dovevamo partire con un furgone, alla fine siamo partiti con due; questo grazie anche al cuore e alla generosità di due volontari che si sono uniti a noi dal paese di Cadè, Leda ed Eugenio della parrocchia. Se la raccolta è stata importante, è stato grazie a tutti quelli che ci hanno dato una mano», conclude Barbacini. —

Daniela Aliu

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