Coltellate al rivale in amore Patteggia un anno e otto mesi
Il 48enne Luigi Giuliano aveva aggredito per gelosia un suo coetaneo Dopo un primo rifiuto, il tribunale accoglie la pena ma aumentata di tre mesi
REGGIO EMILIA. Al secondo tentativo è riuscito il patteggiamento per Luigi Giuliano, il 48enne di origini napoletane residente in città che il 2 novembre scorso ha aggredito e accoltellato per gelosia il coetaneo e conterraneo Gennaro Di Mauro, colpito alla schiena e sui glutei con ben otto fendenti mentre si trovava nel negozio di elettrodomestici ed elettronica Trony, in via Fratelli Cervi a Pieve Modolena, insieme alla compagna, una ragazza di 34 anni originaria della Romania.
Il patteggiamento è stato di un un anno e otto mesi, pena non sospesa, chiesto dall’avvocato difensore Mattia Fontanesi e accolto dal sostituto procuratore Iacopo Berardi, che ha trovato il via libera anche da parte del giudice Giovanni Ghini.
Si tratta in realtà di un accordo che aumenta di tre mesi la pena dopo il patteggiamento che il giudice Cristina Beretti aveva respinto poco tempo fa. In quell’occasione si trattava di un anno e mezzo di reclusione, avanzato sempre dall’avvocato Fontanesi, che in precedenza ne aveva “concordato” l’entità con il titolare dell’inchiesta.
Sul primo patteggiamento si era opposto anche l’avvocato Liborio Cataliotti, che tutela l’aggredito, costituitosi parte civile. Ieri, invece, il giudice ha disposto la pena per Luigi Giuliano, che deve scontarla e che si trova già agli arresti domiciliari.
La contrarietà al primo patteggiamento era stata condita da nuove rivelazioni dall’avvocato di parte civile, che aveva avvisato come l’imputato avesse inviato alla ragazza «dei vocali su WatsApp in cui minaccia lei e il suo legale», vale a dire lo stesso Cataliotti, «e in precedenza altri vocali li aveva inviati a Di Mauro, preannunciando quello che ha poi commesso».
Ora, però, il processo per lesioni aggravate è giunto a sentenza. Nella prima udienza del 18 novembre scorso la difesa aveva chiesto un rinvio per fare preliminarmente un’offerta risarcitoria a Di Mauro, prima di chiedere il rito con cui affrontare il processo. Strategia difensiva che si è però arenata su due punti. In primis la proposta risarcitoria che è stata rifiutata dal ferito, sempre presente in aula e tutelato dall’avvocato Cataliotti nella costituzione di parte civile. In seconda battuta il giudice Beretti non aveva dato il consenso per la trasformazione della misura cautelare, con l’imputato che è sempre rimasto agli arresti domiciliari.
Il caso era stato subito risolto e già nell’udienza di convalida dell’arresto Giuliano aveva confessato, ammettendo le proprie responsabilità, chiedendo scusa e dicendo di aver agito per gelosia (ha spiegato di aver perso la testa e di essere stato accecato dalla gelosia verso la rumena) volendo recuperare il rapporto con la moglie, come sarebbe effettivamente avvenuto in queste settimane. —
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