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L’appello di Ronzoni: «Positivi raddoppiati i giovani stiano a casa»

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GATTATICO. Il sindaco Luca Ronzoni è preoccupato dal numero di contagi nel suo paese. «C’è qualcosa che non va – afferma –. Gattatico come tutta la provincia di Reggio, è entrata in zona arancione scuro, sfiorando le ben più restrittive regole della zona rossa. Tutto questo perché dalla fine di febbraio abbiamo raddoppiato il numero dei positivi presenti nel Comune, triplicato il numero delle persone in quarantena e, a livello provinciale, il numero dei ricoverati nelle nostre strutture sanitarie inizia a diventare altissimo. Si sta ripresentando il rischio di aprire degli ospedali da campo, oppure di dover trasferire i nostri pazienti in altre strutture fuori provincia o fuori regione».

Dal 4 marzo sono operative le restrizioni previste dalla zona arancione scuro per cercare di invertire la crescita esponenziale dei contagiati e dei ricoverati.

«Il principio fondamentale è che non ci si deve muovere dalla propria abitazione salvo che per necessità – continua Ronzoni –. La maggior parte dei concittadini tutto questo lo ha capito, ma purtroppo noto che alcune persone e soprattutto diversi ragazzi e adolescenti tutto questo lo ignorano. Nelle scuole si è passati alla dad, abbiamo chiuso i parchi, le attività sportive di gruppo, il centro giovani, i ristoranti, i teatri; tutto questo non perché potessimo andare a zonzo liberamente, ma perché c’è una epidemia in corso, c’è il serio rischio di vedere compromessa la salute. Aggiungo, non di pochi sconsiderati, ma di tutti». Il sindaco lancia un appello: «Mi rivolgo ai ragazzi. Probabilmente a qualcuno di voi è sfuggito che tutti ci dobbiamo preoccupare della nostra salute in quanto la posta in gioco è altissima. Ma mi rivolgo anche ai genitori: con la variante inglese i più colpiti sono proprio i giovani, anche i bambini, che lo scorso anno erano fortunatamente esclusi dai contagi. Per favore controllate che i vostri figli non escano di casa salvo che per necessità, che rispettino le norme anti-Covid. Ne va della loro salute, di quella dei loro cari e di tutta la comunità». E ancora: «Non capisco perché gli organi di controllo dedicati alla nostra sicurezza debbano occupare la maggior parte del loro tempo a rincorrere gruppi di ragazzini che giocano a calcio o sciogliere capannelli di persone in giro per il paese. Ci vuole autodisciplina e un po’ di maturità. Chiedo nuovamente a tutti – conclude il sindaco – di evitare gli assembramenti e di non uscire di casa salvo per necessità». —

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