Scoppia la guerra dei circoli in casa di Fratelli d’Italia
Lo stop a quello del distretto per la nascita dei gruppi comunali provoca l’ira di Pederzoli. Ma Bizzocchi dice: «Queste sono le regole»
zona ceramica. Al centro di tutta la questione, c’è un dato: Fratelli d’Italia anche in provincia di Reggio cresce. Almeno, nel numero dei tesserati: sono passati dai 120 nel 2019, ai 360 nel 2020. Risultato: stanno nascendo nuovi circoli territoriali, in particolare nel distretto ceramico. Con un effetto: si creano delle sovrapposizioni se abbiamo quello di Scandiano, Viano, Rubiera, Casalgrande e quello del distretto.
Per questa ragione, il Circolo di Fdi del distretto ceramico si ferma. Una decisione che arriva dal coordinamento provinciale. Ma non l’ha presa bene il presidente Fabio Pederzoli: «Ci viene detto che posso costituire un circolo ambientale, storico, culturale. Ma è una retrocessione e non disciplinato dallo statuto e non viene certamente accettato. La nostra presenza capillare con iniziative e proposte è sotto gli occhi di tutti». E non ci sta neanche di fronte all’invito a collaborare che arriva dai circoli di zona: «Se avevano così tanta voglia di collaborare alcuni di loro potevano restare nel circolo e altri potevano iscriversi già nel 2019». Arrivano infatti dal circolo del distretto ceramico i tre presidenti che hanno fondato gli altri circoli comunali. «Posso capire la necessità politica di limitare gli errori della gestione politica del nostro coordinatore provinciale, ma ribaltare la situazione in questo modo è ovviamente irricevibile. Ovviamente esprimo stima per tutti loro, augurando le migliori soddisfazioni politiche, sicuro che sapranno distinguersi con merito. La mia persona sarà sempre disponibile a collaborare con la mia e nostra comunità politica e per il mio partito di Fratelli d’Italia e lo continuerò a fare con lo spirito di sempre, per quell’Idea dell’Italia» conclude Pederzoli.
Dal canto suo, il coordinatore provinciale Alberto Bizzocchi, spiega così la decisione: «Il partito è disponibile a prendere tutti e a lavorare con tutti, ma ci sono delle regole che vanno rispettate. Se uno fa un circolo, il riferimento è sempre il coordinatore provinciale. Non ci si può muovere come si vuole».
Ma gli stracci volano. Sopratutto sulla pagina Facebook del circolo, e per mano di Fabio Catti, che fa nomi e cognomi degli iscritti ora negli altri circoli. Ma la replica di Elena Diacci, presidente dei Circolo di Scandiano, è chiarificatrice della piega che sta prendendo la discussione nel partito: «Il mio codice etico firmato e sottoscritto mi impone di non scrivere pubblicamente nulla». —
El.Pe.
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