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Tresinaro, conclusi i lavori sulle sponde erose dalle piene

Adr.Ar.
Tresinaro, conclusi i lavori sulle sponde erose dalle piene

Opera da 200mila euro accanto alla ciclopedonale tra Ca’ de Caroli e Arceto I grandi blocchi di pietra dovrebbero ridurre i danni da parte delle acque

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SCANDIANO. Duecentomila euro per sistemare le sponde scandianesi del Tresinaro, provate da anni di erosioni, piene e detriti.

Sono terminati da pochi giorni i lavori a fianco della lunga pista ciclopedonale realizzata a fianco del principale corso d’acqua del territorio di Scandiano, il Tresinaro, il lungo percorso che da Ca’ de Caroli, a sud del capoluogo, porta sino ad Arceto, in un viaggio nel verde molto frequentato da camminatori e ciclisti. Diversi punti del corso fluviale sono stati danneggiati fra il 2020 e il 2021 dalle tante piene e dalle tante emergenze idrogeologiche di questi anni, causati da precipitazioni intense ed improvvise così come dallo scioglimento del ghiaccio e della neve.

Nel territorio scandianese, in parecchi punti a lato del tracciato ciclopedonale erano emersi problemi, cedimenti, smottamenti e parti erose dalla forza delle acque che mettevano potenzialmente a rischio la sicurezza degli utenti. Oltre a rappresentare una possibile “breccia” per ampliare ulteriormente il disagio, in caso di nuovi afflussi massicci e rapidi di liquidi.

Il Tresinaro negli anni scorsi ha pagato un conto pesante, le piogge del giugno 2019 hanno ad esempio fatto emergere problemi di stabilità del ponte fra Jano e Ca’ de Caroli ancora oggi al centro di interventi di sistemazione. Per tornare a una situazione più serena, il Servizio area affluenti Po dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, guidato dall’ex dirigente della Provincia di Reggio Francesco Capuano, ha allestito lavori per duecentomila euro totali, realizzati nel concreto dall’impresa specializzata Begani, con cui ripristinare le «difese spondali e opere idrauliche compromesse in vari punti del Tresinaro».

Nel concreto, sono sistemati dei grandi blocchi di pietra, di enorme solidità, che dovrebbero ridurre al minimo la possibilità di erosione da parte delle acque rispetto al normale terriccio e alle pietre di dimensioni ben ridotte tipiche dell’area.

«L’intervento di protezione spondale con l’impiego di massi ciclopici rappresenta, mi dicono gli esperti, una soluzione efficace e durevole contro i fenomeni di erosione ed anche visivamente l’opera, caratterizzata dalla perfetta disposizione a secco di questi grandi blocchi di pietra, appare davvero ben realizzata, contribuendo così a preservare un percorso molto utilizzato ed apprezzato», sottolinea il sindaco Matteo Nasciuti.

Le nuove massicciate sono ben visibili anche dai ponti sul fiume, fra cui la passerella sul Tresinaro che dal parcheggio della Conad di Scandiano porta a Pratissolo. Proprio da questo collegamento è partito il sopralluogo di Nasciuti e dell’assessore Claudio Pedroni. —

Adr.Ar.

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