Una messa per don Mortari ucciso dal Covid un anno fa
REGGIO EMILIA. Sarà ricordato domenica 14 marzo nella sua chiesa parrocchiale di Sant’Agostino, nel corso della messa delle 11.30, il primo anniversario della morte dello storico parroco don Guido Mortari, stroncato dal Covid a 83 anni. La celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Gianni Manfredini, compagno di studi e di ordinazione di don Guido.
Don Guido Mortari ha trascorso ben 55 anni ininterrottamente nella comunità parrocchiale cittadina prima come curato, poi come parroco; anche da seminarista, inoltre, per un biennio don Guido vi aveva prestato servizio come catechista. Entrato in seminario dopo gli studi liceali e aver intrapreso quelli universitari, don Mortari è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1965 dal vescovo Gilberto Baroni.
Don Guido ha visto crescere all’ombra del suo campanile generazioni di adolescenti e giovani che poi hanno formato una famiglia, hanno avuto figli e nipoti; e lui li conosceva uno ad uno, era sempre vicino ad ognuno con il consiglio, il conforto, la preghiera e, soprattutto, l’esempio e la testimonianza di un Vangelo radicalmente vissuto. Ma soprattutto l’amicizia, la paternità, la condivisione, la pazienza, la tenacia sono state le note che hanno contraddistinto i rapporti di don Guido con migliaia di parrocchiani di tutte le età.
La benedizione delle case, la Comunione portata agli anziani e agli ammalati - quante migliaia di gradini ha salito – il catechismo, i gruppi di Vangelo, il Consiglio pastorale parrocchiale, la recita del rosario nelle edicole mariane nel territorio della parrocchia, il Grest, il periodico pranzo delle famiglie, la devozione alla Madonna della Cintura, il giornalino parrocchiale, soprattutto il voler creare un clima di comunità, impresa certamente non facile soprattutto oggi in città: queste alcune delle peculiarità che hanno connotato il parroccato di don Guido. —
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