Coronavirus, raddoppiati i disturbi alimentari fra gli adolescenti reggiani a causa del lockdown
Ragazze e ragazzi sempre più giovani - di 12, 13 anni - pesantemente sottopeso o in condizioni fisiche gravi
REGGIO EMILIA. Ragazze e ragazzi sempre più giovani - di 12, 13 anni- sottopeso e in condizioni organiche gravi. Pesano gli effetti del lockdown sugli adolescenti, sorpresi in piena adolescenza dalla pandemia che li ha costretti a stare a casa, in un’età in cui si tende ad aumentare la distanza dai genitori ed è fondamentale muoversi, fare sport e confrontarsi con i coetanei.
Risultano così raddoppiati i disturbi del comportamenti alimentare, secondo quanto emerge dai dati dell’Ausl di Reggio Emilia. «Le molte e inaspettate privazioni - spiega la Responsabile del Programma dei Disturbi del comportamento alimentare (DCA) dell’Ausl Anna Maria Gibin - hanno pesato enormemente sui giovani e purtroppo abbiamo visto che i disturbi del comportamento alimentare in un anno sono raddoppiati, soprattutto nella fascia d’età 12-14 anni».
Quindici i ricoveri nel corso del 2020 (14 femmine e 1 maschio), nella fascia d’età 15-30 anni. Nel 2019 erano stati 7 (6 femmine e 1 maschio). Non solo. Tra il 2019 e il 2020 sono aumentati i pazienti in fascia d’età 12-14 anni, passando da 8 a 26 (225% in più) con un piccolo aumento anche nella fascia 15-18. E il dato significativo e allarmante è che hanno avuto accesso ai servizi giovani in condizioni organiche molto gravi e notevolmente sottopeso.
I dati vengono resi noti alla vigilia della «Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla» promossa dalle società scientifiche SISDCA- Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare e SIRIDAP- Società Italiana di Riabilitazione Interdisciplinare Disturbi Alimentari e del Peso. Complessivamente nel 2020 sono stati 163 i nuovi accessi negli ambulatori del DCA della provincia di Reggio Emilia.
A oggi i pazienti in carico al servizio sono 305 in totale, di cui 21 maschi e 284 femmine. Di questi 126 sono anoressie e 122 sono disturbi alimentari non specificati e tra questi ultimi molti sono casi di disturbo da evitamento o restrizione di cibo, quindi ben 248 hanno presentato problemi di denutrizione. Sul totale dei pazienti seguiti per disturbi del comportamento alimentare 211 hanno dai 12 ai 30 anni.
Se parliamo di pasti assistiti - che hanno lo scopo di fare sviluppare la motivazione alla cura di sè e sostenere i pazienti nella gestione dell’ansia derivata dal consumo del cibo - nel 2020 - nella fascia 15-30 anni- sono stati 1.294. Con il Covid si sono svolti per via telematica con i pazienti che sono stati seguiti tramite il web dalla dietista e dalla psicologa. Nel 2018 i pasti assistiti in ospedale erano svolti nelle stanze dedicate al day service ed erano stati 663.
«Si tratta di numeri che debbono farci riflettere - commenta Gibin, che invita i genitori ad essere flessibili e dinamici nei confronti dei ragazzi -. Per i più giovani è stato molto faticoso adattarsi a momenti di importanti e improvvisi cambiamenti e ora nel 2021 si aggiunge il fatto che tutto l’isolamento non è bastato e quindi il pensiero e la prospettiva del futuro sono più difficili da sopportare. Alla privazione della libertà - conclude - si aggiunge il senso di precarietà».
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