Gazzetta di Reggio

Reggio

L’UDIENZA PRELIMINARE 

La truffa dei formaggi «Processo da trasferire»

Ambra Prati
La truffa dei formaggi «Processo da trasferire»

Le difese sollevano l’eccezione di incompetenza territoriale L’avvocato di Alai chiede la nullità delle intercettazioni

3 MINUTI DI LETTURA





Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Per la prima volta è comparso a Reggio l’avvocato Federico Cecconi, noto per essere l’avvocato di Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter. L’occasione della presenza del principe del Foro milanese è stata l’udienza, svoltasi ieri in tribunale, sui formaggi contraffatti, una presunta truffa alimentare che tocca due pilastri delle nostre tavole come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano.

Cecconi (in trasferta insieme al collega meneghino Carlo Melzi D’Eril, nobile stirpe risalente ai tempi di Napoleone, che rappresenta l’imputato Livio Bondavalli) è codifensore, insieme all’avvocato Giovanni Tarquini, del principale imputato, Dante Bigi, che si proclama innocente. Un “giro”, quello del formaggio spacciato per Parmigiano, che secondo gli inquirenti avrebbe coinvolto 26 addetti ai lavori.

Nel mirino varie figure ruotanti attorno all’azienda Nuova Castelli: dodici le persone accusate di associazione a delinquere, a partire dal fondatore Bigi. Va rimarcato come il Consorzio del Parmigiano Reggiano, che si ritiene danneggiato, si è già costituito parte civile tramite l’avvocato Massimo Piazza, mentre al momento il Consorzio del Grana Padano, rappresentato dall’avvocato Tria, resta parte offesa. A cinque anni dall’avvio dell’inchiesta la prima udienza preliminare si è svolta il 16 dicembre 2020 e la seduta di ieri è stata anch’essa dedicata a questioni preliminari, ma non per questo meno combattuta. Le difese, agguerrite, hanno sollevato una serie di eccezioni.

In particolare gli avvocati Cecconi e Tarquini hanno sollevato l’eccezione di incompetenza territoriale in relazione a violazioni di legge nell’indicazione delle circostanze di reato con particolare riferimento all’aggravante transnazionale (così come hanno fatto molti altri legali, sostenendo che il procedimento andrebbe spostato a Parma o Pavia) e la nullità di tutti i capi d’imputazione per genericità e indeterminatezza della formulazione. «Inesattezze processuali che secondo noi devono comportare la restituzione degli atti all’ufficio del pm», chiosa Tarquini. Un’altra eccezione ha riguardato Giuseppe Alai, ex presidente del Consorzio del Parmigiano, in carica fino al 2016 e accusato di abuso d’ufficio. Il difensore Roberto Sutich ha sostenuto l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche «per il semplice motivo che il reato di abuso d’ufficio non è tra quelli che contemplino la possibilità di intercettarlo».

Difatti l’autorizzazione per le captazioni è stata ottenuta per l’ipotesi di associazione a delinquere, senonché ascoltando i dialoghi che Alai intratteneva con altri consorziati associati è emerso altro. «Ritengo di avere altri argomenti forti per dimostrare l’insussistenza del reato: semmai Alai si è attivato al fine di evitare che taluno percepisse contributi non dovuti. Cosa che poi è puntualmente avvenuta con la restituzione di un notevole importo» (il riferimento è a un milione e 400mila euro rimborsati al Consorzio dalla Nuova Castelli per contributi export percepiti). Sutich ha concluso il suo intervento depositando una memoria riassuntiva dell’eccezione preliminare. Su ciascuna questione il pm Maria Rita Pantani ha replicato punto per punto, sostenendo la necessità di rigettare ogni eccezione. Su tutti questi aspetti il Gup Dario De Luca si è riservato: comunicherà le sue decisioni in un’udienza dedicata, fissata per il 16 aprile. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google