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Processo Octopus 

Parola alle difese: nuove arringhe fino al 21 maggio

Am.P.

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REGGIO EMILIA. Una pioggia di richieste di non luogo a procedere. Questo lo svolgimento scontato della lunga sequela di interventi difensivi (hanno preso la parola una ventina di avvocati) nell’ambito del processo Octopus, il maxi procedimento per false fatturazioni che vede alla sbarra ben 68 imputati. Siamo nella fase preliminare dell’operazione tentacolare del 2014, che ha scoperchiato una maxi frode fiscale da 33 milioni di euro e un giro di fatturazioni fasulle che lega imprenditoria reggiana, calabrese e romana. Proprio il legame con la ‘ndrangheta è stata considerata dagli inquirenti un salto di qualità preoccupante. Tra gli imputati figurano nomi conosciuti in città come il volto televisivo Marco Gibertini, l’imprenditore Mirco Salsi e il figlio Gianluca, il giornalista Nicola Fangareggi.

Nell’udienza del primo marzo scorso nella sua requisitoria il pm Valentina Salvi aveva chiesto il rinvio a giudizio per otto persone per associazione a delinquere, proponendo le condanne per coloro che hanno scelto il rito abbreviato.

La replica delle difese ha occupato l’udienza di ieri, durante la quale i legali hanno esposto le loro ragioni sostenendo l’assoluzione nel merito o il non luogo a procedere per indeterminatezza del capo d’imputazione con restituzione degli atti al pm: è il caso di Omar Costi, per una vicenda di bancarotta a lui contestata con altri reati. Le difese termineranno il 21 maggio: solo allora il Gup Luca Ramponi potrà vagliare le singole posizioni. —

Am.P.

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