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brescello, dopo la sentenza Grimilde  

«I vigili le multe le facevano però poi qualcuno le annullava»

C.O.
«I vigili le multe le facevano però poi qualcuno le annullava»

Il segretario generale Sulpl, Assirelli, annuncia un esposto «La sindaca alla fine delle verifiche dovrà chiedere scusa»

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brescello. Il segretario generale del Sindacato unitario dei lavoratori della polizia locale (Sulpl) Mario Assirelli torna alla carica e, anzi, alza il tiro, minacciando esposti contro «l’operato dei colletti bianchi del Comune di Brescello».

Una “bordata” sui politici locali che, a suo dire, sarebbero i veri protagonisti della tempesta politico-giudiziaria che da alcuni giorni scuote il Comune.

La vicenda è ormai nota: nelle motivazione della sentenza del processo “Grimilde” – 1.400 pagine dense – contro la cosca della ’ndrangheta, il giudice Sandro Pecorella ha “bacchettato” i comportamenti della polizia locale scrivendo che «a distanza di qualche anno la situazione non appare cambiata, dato che anche nell’attualità, la polizia municipale di Brescello non fa la multa in caso di sanzioni stradali, tipo divieto di sosta, agli appartenenti della famiglia Grande Aracri».

Affermazione alla quale il sindaco Elena Benassi ha reagito chiedendo «approfondimenti al comandante del corpo della polizia locale dell’Unione Bassa Reggiana per valutare l’eventuale sussistenza di fatti di cui il Comune non è mai stato a conoscenza». E proprio quest’ultima iniziativa non è stata gradita dal sindacato.

«Qualche amministratore del Comune di Brescello – afferma il segretario generale Sulpl – sta cercando di spostare l’attenzione utilizzando come capro espiatorio la polizia locale dimenticandosi di ciò che è successo». La tesi di Assirelli è chiara. «È possibile – spiega – che gli agenti della polizia locale le multe le facessero eccome e che poi qualcun altro, e mi riferisco ai politici locali, si muovesse per farle annullare. Che senso avrebbe avuto, quindi, continuare a elevare contravvenzioni? Il paese, alla fine, è piccolo e le cose si vengono a sapere». Se sia stato così o in altro modo, prima o poi si capirà. Visto che Assirelli l’intenzione di arrivare a fare piena luce sul quando, come e soprattutto chi, quelle benedette multe ha fatto cestinare, ce l’ha.

«Mi procurerò la motivazione di sentenza del processo – aggiunge – la studierò con attenzione, poi, una volta letti i fatti, presenterò l’esposto e così capiremo bene cosa sia accaduto».

Per il momento l’obiettivo è la sindaca Benassi. «Visto che continua a far dichiarazioni pubbliche circa la verifica degli atti degli agenti, immaginiamo che alla fine dei “suoi controlli”, prendendo atto dell’operato degli uomini in divisa, chieda pubblicamente scusa a tutti gli appartenenti al Corpo». Assirelli invece ringrazia il comandante Carlo Alberto Romandini «che ha dato conto dell’eccellente lavoro svolto dagli agenti contro ogni forma di illegalità». —

C.O.

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