Gazzetta di Reggio

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Orari ridotti e chiusure di scuole e nidi Sindaco e famiglie faccia a faccia per ore

Martina Riccò
Orari ridotti e chiusure di scuole e nidi Sindaco e famiglie faccia a faccia per ore

Trecento persone incollate a computer e telefoni per parlare del futuro dei bambini dopo scelte che hanno fatto discutere 

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Martina Riccò

REGGIO EMILIA. È durato tre ore il faccia a faccia con i genitori voluto da Comune, Istituzione scuole e nidi d’infanzia e Ausl reggiana per riflettere sui mesi appena trascorsi e sulle prospettive di quelli a venire.

All’incontro di venerdì sera – organizzato in teleconferenza – hanno partecipato i rappresentanti di ogni scuola dell’infanzia e nido comunale di Reggio, oltre al sindaco Luca Vecchi, all’assessore all’Educazione Raffaella Curioni, al presidente dell’Istituzione scuole e nidi d’infanzia Cristian Fabbi, e al direttore Nando Rinaldi. Erano presenti anche Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl, ed Emanuela Bedeschi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica. In tutto trecento persone.

«Il contesto è cambiato repentinamente, e per forza di cose abbiamo dovuto cambiare strategia», ha affermato il sindaco riferendosi alla variante inglese, che da metà febbraio ha iniziato a colpire esponenzialmente anche i ragazzi e i bambini. L’Ausl ha confermato il quadro, parlando di un incremento dei casi del 180% nella fascia d’età tra gli 0 e i 9 anni: «Nella prima settimana di febbraio – l’analisi di Bedeschi – siamo passati da 40 a 89 focolai, con più di mille classi in isolamento. Numeri ingestibili». Comune e Istituzione scuole e nidi d’infanzia hanno sottolineato la difficoltà di questa situazione emergenziale ripetendo gli sforzi fatti e anche gli esperimenti (“prove di futuro” la scorsa estate, ma anche relazioni a distanza con le sezioni in quarantena), e si sono detti consapevoli dei sacrifici dei genitori e delle difficoltà in cui le famiglie si trovano.

«Tuttavia, a fronte dell’aumento dei casi nei bambini – ha spiegato il sindaco –, abbiamo deciso di seguire un principio di precauzione, mantenendo il servizio solo fino alle 13.30. Una decisione che, quattro giorni dopo, ci vede annunciare l’ingresso in zona rossa, e dunque una decisione non così folle o sbagliata».

Alcuni genitori, però, non l’hanno intesa così. Negli interventi che si sono succeduti, le mamme e i papà si sono detti delusi e arrabbiati. A provocare questa reazione proprio la scelta di ridurre gli orari prima ancora che fossero il Governo o la Regione a chiederlo, e il modo in cui questa scelta è stata comunicata: «Nelle due mail arrivate alle famiglie – questo il nocciolo della polemica – si è parlato prima di una difficoltà a reperire supplenti per sostituire le maestre in congedo o in malattia, poi del sonno come momento di alto rischio da evitare. Ma c’entra davvero la salute dei nostri figli o la decisione è stata presa per carenza di personale?».

«Sapevamo quanto stava accadendo nelle province vicine, per esempio Bologna – ha risposto Rinaldi – dove i genitori si sono trovati le scuole chiuse al mattino, e abbiamo voluto comunicare in modo limpido e veloce alle famiglie la situazione in cui ci trovavamo per permettere loro di organizzarsi».

Un botta e risposta superato dai fatti: da domani Reggio sarà in zona rossa e le scuole, tutte, saranno chiuse. Per quanto, nessuno lo sa: dipenderà dall’andamento dei contagi. Anche per questo Marchesi, a fine incontro, ha fatto un appello alla responsabilità: «Insieme usciremo anche da questa terza ondata». —

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