Pd, Reggio adesso si scopre lettiana Ma lo zoccolo duro è composto da ex
A Vezzano Barbieri e Saccardi, adesso fuori dalla politica Esultano Cavallaro e Malavasi. Venturini: «Grazie Enrico»
Evaristo Sparvieri
REGGIO EMILIA. L’ex consigliere regionale, Marco Barbieri. L’ex consigliere comunale e storico vicepresidente della Provincia, Pierluigi Saccardi. E poi la sindaca di Correggio e attuale vicepresidente della Provincia, Ilenia Malavasi. E il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro. C’è uno zoccolo duro di lettiani anche in provincia di Reggio, che ora festeggia il ritorno sulla scena politica dell’ex presidente del Consiglio, accantonato bruscamente nel febbraio 2014 per far largo all’allora astro nascente, l’ormai ex Pd Matteo Renzi, e ora richiamato a gran voce per guidare il partito dopo le dimissioni choc di Nicola Zingaretti.
Una candidatura oggi alla prova dell’assemblea nazionale Pd, in streaming, che ieri ha raccolto a livello nazionale già 600 firme, arrivate dalle aree che fanno riferimento allo stesso Zingaretti, a Dario Franceschini, Andrea Orlando, Anna Ascani e a Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera. Proprio Delrio sarà uno dei reggiani atteso in assemblea, al pari degli altri parlamentari Andrea Rossi, Vanna Iori e Antonella Incerti. In assemblea anche la reggiana Federica Franceschini, che non più tardi di qualche giorno fa ha lanciato un appello alla sardina reggiana Youness Wharou, invitandolo a partecipare ai lavori proprio nel momento di massima tensione fra il movimento delle Sardine di Mattia Santori e i vertici dem in cerca di una guida. Una pattuglia – quella reggiana in assemblea – che tradizionalmente non può essere definita a trazione lettiana. Ma che, di fronte alla crisi aperta nel partito con l’addio di Zingaretti al Nazareno, è pronta a dare sostegno al candidato segretario Letta, in questi anni lontano dalla politica attiva e impegnato nelle vesti di docente universitario a Parigi.
«Apprendo con sollievo che Enrico Letta ha sciolto la sua riserva e domenica si metterà a disposizione del Pd in un momento tanto difficile per il paese e per il nostro partito – scriveva un paio di giorni fa la segretaria provinciale, Gigliola Venturini, quando era evidente che Zingaretti non avrebbe avuto ripensamenti – Letta, autorevole, competente, con doti umane e intellettuali dimostrate sul campo, saprà certamente guidare il Partito Democratico verso una ripartenza necessaria per noi ma più ancora per il Paese. Grazie Enrico».
Più che a Reggio città, lo zoccolo duro dei lettiani in provincia si trova a Vezzano. È qui che i lettiani per anni hanno trovato un bacino di voti, trovando riferimenti nell’ex consigliere regionale, Marco Barbieri, e nell’ex consigliere comunale, Pierluigi Saccardi. A Barbieri e Saccardi si deve anche una delle ultime visite di Letta a Reggio, nel giugno 2017, per la presentazione di quello che era il suo ultimo libro “Contro venti e maree. Idee sull’Europa e sull’Italia”: un evento alle Fiere, all’epoca della turbolenta querelle fra la Bussola – organizzatrice dell’iniziativa – e il Lime Teather.
«La mia storia», scriveva invece un paio di giorni fa la sindaca di Correggio, Ilenia Malavasi, pubblicando una foto di gruppo insieme a Letta, taggato nel post. Lettiano della prima ora anche il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, che al ritorno in campo di Letta ha dedicato un lungo commento su Facebook, pubblicando anch’egli una foto in cui svela quello che definisce «un retroscena» della sua campagna elettorale, ovvero quando fu Letta a chiamarlo per sapere come andava per poi dare man forte in vista della corsa alle urne con un evento al bar Principe di Rubiera.
«Quando c’è bisogno, lui c’è. Sempre – scrive Cavallaro –. E devo dire che confrontarsi con lui anche in questi anni di lontananza geografica ha sempre voluto dire respirare aria fresca, spalancare i finestroni verso il mondo. Senza gridare troppo. Poteva starsene a Parigi, probabilmente. Tornare per prendersi la responsabilità di un partito il cui segretario nazionale è stato costretto alle dimissioni da un clima bestiale, un partito che è al Governo durante una pandemia in cui ogni cosa che fai sbagli, un partito che non ti ha sempre trattato esattamente come meritavi, beh, egoisticamente parlando, è da pazzi. Però è tipico di Enrico, che a differenza di altri non ha mai messo la sua storia personale davanti a tutto». —
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