Reggio e l'Emilia-Romagna in area rossa, ecco le regole in vigore dal 15 marzo
Almeno quindici giorni di lockdown severo, deroghe per le festività pasquali. Stop agli asili nido, spostamenti solo per necessità
REGGIO EMILIA. Scatta domani (15 marzo) la temuta – ma necessaria per contenere il drammatico incremento della pandemia – zona rossa. Reggio e tutta l’Emilia-Romagna, assieme a molte altre regioni italiane, entreranno in un lockdown severo quasi come fu esattamente un anno fa. Diverse le restrizioni che rimarranno in vigore almeno per due settimane, con alcune deroghe durante le festività pasquali.
Ristorazione e bar. Addio ai locali aperti e, in certi casi, persino all’asporto. Sarà sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie e simili) e nelle loro adiacenze. I ristoranti potranno fare asporto dalle 5 alle 22 (ora del coprifuoco), mentre chi svolge come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili, codice Ateco 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice Ateco 47.25) dovrà chiudere del tutto alle 18.
La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario ma dovrà comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive ma per i soli clienti che vi alloggiano.
Chiusi anche gli asili. A differenza di quanto accadeva finora con l’arancione scuro, da dopodomani sarà didattica a distanza al cento per cento, compresa la fascia di età 0-3 anni.
Fanno eccezione gli studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali, che potranno continuare ad andare in classe. Diversa la questione per le università. I singoli atenei possono individuare – sentito il comitato universitario regionale – le attività didattiche o curriculari che potranno svolgersi in presenza.
Stesso discorso per le sessioni di laurea che, su decisione delle università, potranno svolgersi in presenza. In caso di modalità online l’ateneo dovrà assicurare le misure necessarie a garantire che gli esami siano pubblici.
Gli spostamenti. Ancor più limitati gli spostamenti, il vero nodo centrale per limitare la diffusione del Covid. In linea generale non si potrà uscire di casa se non per lavorare, fare la spesa (uno per nucleo familiare), correre o fare una passeggiata attorno a casa (anche con i figli), portare fuori il cane ma sempre vicino alla propria abitazione, raggiungere il luogo di culto più vicino, andare a comprare il giornale.
Assolutamente vietato uscire dal proprio comune o dalla propria regione se non per lavoro, urgenza o salute. Diverse però le eccezioni, le stesse già previste per le precedenti zone rosse, fra cui le visite a figli minori o l’ assistenza a persone anziane non autosufficienti. In auto, per ragioni di necessità, ci si può spostare con persone non conviventi indossando tutti la mascherina: il guidatore e due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori.
Visite e Pasqua. Limitazioni alle visite, tranne che durante la Pasqua. È infatti vietato andare a casa di amici e parenti anche solo per una volta al giorno. Le deroghe restano le stesse, ovvero per ragioni di necessità, urgenza e salute, anche fuori comune e fuori regione. Allo stesso modo si dovranno svolgere a distanza anche le visite in carcere e alle persone ricoverate nelle strutture detentive a carattere ospedaliero.
Per quanto riguarda le festività pasquali invece (il 3, 4 e 5 aprile), ci si potrà spostare all’interno dei confini regionali anche nelle zone rosse – sempre fra le 5 e le 22 – per far visita a parenti e amici, massimo in due più eventuali minori di 14 anni e solo per una volta al giorno. Una deroga motivata allo stesso modo che durante il Natale: è festa.
Negozi, attività e sport. Ad abbassare le saracinesche saranno anche molti negozi reggiani. Restano aperti solo quelli di “prima necessità”: alimentari, farmacie, librerie, elettronica, ferramenta, edicole, profumerie, tabaccai, giocattolai e vivai.
Mercati e centri commerciali sono chiusi anche nei feriali tranne i negozi essenziali al loro interno. Chiudono anche barbieri, parrucchieri e centri estetici, così come restano sospese le attività in palestre e piscine.
Via libera anche alla corsa o al giro in bicicletta purché siano individuali, se si sconfina in un altro comune non è punibile purché sia funzionale all’attività sportiva. Sospesi gli sport di contatto non di interesse nazionale, parchi e giardini restano aperti.
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