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AstraZeneca, a Reggio Emilia è stato già somministrato al 50% degli insegnanti

Martina Riccò
AstraZeneca, a Reggio Emilia è stato già somministrato al 50% degli insegnanti

L’assessore regionale alla Sanità: «Si faccia presto chiarezza per continuare la campagna». Il primo lotto sospetto era stato distribuito nel distretto della montagna

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REGGIO EMILIA. Subirà un notevole rallentamento la campagna vaccinale rivolta al personale scolastico e alle forze dell’ordine, le categorie a cui era stato assegnato il vaccino AstraZeneca.

Ieri pomeriggio, infatti, al termine di una giornata turbolenta in cui anche nella nostra provincia non erano mancati appelli affinché la paura non avesse la meglio sugli aventi diritto alla vaccinazione, l’Agenzia italiana del farmaco (che per comodità è abbreviata da tutti con l’acronimo Aifa) ha comunicato la decisione «di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali), il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca su tutto il territorio nazionale». La scelta, ha poi spiegato l’Aifa, «è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paesi europei», come la Germania e la Francia che proprio ieri si sono adeguate a Danimarca, Islanda, Norvegia, Estonia, Lituania, Lussemburgo e Lettonia. Una decisione europea e nazionale con inevitabili ripercussioni a livello locale, con l’Ausl che ha dovuto immediatamente sospendere anche le prenotazioni per le vaccinazioni delle persone con età compresa fra i 75 e i 79 anni, che avevano preso il via proprio ieri.

Nella nostra provincia, il vaccino AstraZeneca è già stato somministrato al 50 per cento del personale scolastico: docenti e personale Ata ora in attesa di nuove istruzioni dai vertici della sanità europea e nazionale – ovvero sempre Ema e Aifa – per capire come comportarsi rispetto alla somministrazione della seconda dose.

«Dopo una battuta d’arresto della campagna vaccinale a seguito del ritiro del lotto ABV2856 avvenuto lo scorso venerdì – ha spiegato alla Gazzetta il dottor Euro Grassi, segretario della Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale – le vaccinazioni erano poi proseguite bene. Qualche rinuncia in più – ha precisato – è stata registrata in montagna, dove era stato usato il lotto poi sospeso». Rinunce che avevano creato disagi, dal momento che ogni flacone di vaccino AstraZeneca contiene 10 o 11 dosi e dunque, per essere aperto e utilizzato, è necessario che il medico abbia radunato 10 o 11 aventi diritto.

Ora, con la sospensione decisa dall’Aifa, il piano vaccinale subirà un ritardo ancora più marcato, deludendo le speranze di chi invece avrebbe voluto accelerarlo. Tra questi Paolo Bernardi, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Reggio Emilia, che ieri, prima della decisione di Aifa, aveva dichiarato alla Gazzetta: «È proprio in questo momento in cui le scuole sono chiuse e l’attività didattica procede a distanza che si dovrebbe accelerare la campagna vaccinale. Tutti noi speriamo che si torni a scuola in presenza il prima possibile: per farlo è necessario avere il corpo docente e in generale il personale scolastico immunizzato, e sarebbe auspicabile che ciò avvenisse entro Pasqua. Ognuno deve fare il suo mestiere, ma io ho grande fiducia nella comunità scientifica e credo fermamente che l’unica cosa che ci possa salvare da questa pandemia e riportarci alla normalità sia proprio il vaccino».

Sul fronte delle rassicurazioni, poco dopo la sospensione di AstraZeneca comunicata dall’Aifa, è stato Marco Cavaleri, responsabile per la strategia vaccinale dell’Agenzia europea per i medicinali, a ribadire all’Europarlamento che nessuna causalità è ancora stata trovata tra i trenta decessi avvenuti in tutta Europa a fronte dei circa 17 milioni di persone vaccinate: «Il rapporto tra benefici e rischi per il vaccino AstraZeneca è considerato positivo e non vediamo alcun problema nel proseguire le vaccinazioni utilizzando questo vaccino. Stiamo comunque esaminando i dati, e gli eventi letali riportati, per tentare di capire se ci sono gruppi specifici di casi legati a certe patologie o allo statud medico dei soggetti».

Con il passare delle ore è arrivata anche una ulteriore spiegazione da parte di Aifa, con il direttore generale Nicola Magrini che ha sottolineato il motivo precauzionale della decisione presa, invitando coloro che hanno già avuto la prima dose a restare tranquilli: «Io mi sento di dire che il vaccino è sicuro, anche avendo rivisto tutti i dati».

«Mi auguro – il commento rilasciato dall’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – che il governo e la comunità scientifica italiana ed europea giungano al più presto ad una determinazione definitiva che garantisca la prosecuzione del piano vaccinale in modo efficace e nella massima sicurezza».

In attesa delle conclusioni dell’Ema, previste per giovedì, restano valide alcune criticità evidenziate nel corso della campagna vaccinale al personale scolastico, al momento sospesa. Da una parte la difficoltà dei medici di famiglia a seguire la parte burocratica richiesta per ogni vaccinazione (e da qui l’appello del dottor Grassi di supportare i medici con personale dell’Ausl), dall’altra il “paradosso” dei docenti frontalieri: «Quelli cioè – ha spiegato Bernardi – che lavorano in provincia di Reggio ma risiedono fuori dalla regione e dunque non sono in carico a un medico di base reggiano. Penso, ad esempio, ai tanti che lavorano a Guastalla ma vivono in Lombardia, dove i vaccini sono disponibili solo per chi lavora nel sistema scolastico lombardo». Per uscire da questa impasse è necessario un accordo tra Regioni. Che ovviamente, al momento e non si sa per quanto, non verrà preso in considerazione. —

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