La sanità in lutto piange Guidetti Ucciso dal Covid a soli 67 anni
Addio al presidente della Società Italiana di Vestibologia Una vita dedicata allo studio di vertigini e disturbi dell’udito
Evaristo Sparvieri
REGGIO EMILIA. La sanità piange il decesso per Covid di un altro medico. È morto a 67 anni il dottor Giorgio Guidetti, stimato otorinolaringoiatra e dal 2013 presidente della Società Italiana di Vestibologia, di cui rivestiva anche il ruolo di tesoriere. Persona cordiale, generosa e sempre disponibile, Guidetti è morto ieri dopo un lungo ricovero al Policlinico di Modena, dove era stato trasferito circa due mesi fa in seguito al contagio da Coronavirus.
Nato a Reggio Emilia il 28 settembre 1953, Guidetti è stato una personalità riconosciuta a livello nazionale e internazionale nello studio delle vertigini, dei disturbi dell’equilibrio e dell’udito e degli acufeni.
Una carriera intrapresa dopo la laurea in Medicina nel 1978, conseguita a Modena, con una specializzazione in Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale, nel 1981, e una successiva specializzazione in Audiologia all’Università di Milano, nel 1985.
Autore di una quantità immensa di articoli scientifici e divulgativi, organizzatore di master, convegni ed eventi di rilievo internazionale – come i tradizionali “Aggiornamenti in Vestibologia” – Guidetti ha vissuto gran parte della sua carriera nel Modenese, iniziando nel 1980 come assistente per poi diventare aiuto e infine dirigente della Clinica Otorinolaringoiatrica del Policlinico, fino al 2003, dirigendo anche il servizio di Vestibologia e Rieducazione vestibolare dell’ospedale modenese e poi dell’Ausl fino al 2010.
Dal 2010 al 2015 è stato inoltre responsabile dell’Unità operativa di Audio-Vestibologia dell’Ausl di Modena nell’Ospedale Ramazzini di Carpi, rivestendo fino al 2004 anche il ruolo di docente di Otoneurologia nelle scuole di specializzazione di Otorinolaringoiatria, Neurologia e Neurochirurgia dell’Unimore e, dal 2004 al 2010, di Terapia e riabilitazione vestibolare della scuola di specializzazione in Audiologia e Foniatria dell’Università di Ferrara.
Un amore per la ricerca e per la sua professione che lo ha portato anche a ricoprire ruoli di docenza in diversi atenei e centri di ricerca sia in Italia che in varie nazioni europee, viaggiando anche fra Asia, Africa e America, e trasmettendo le sue approfondite conoscenze al figlio Riccardo, con il quale dal 2015 ha aperto il Poliambulatorio Chirurgico Modenese.
Da anni, inoltre, Giorgio Guidetti era consulente scientifico del Centro Salus di Reggio, ricoprendo inoltre anche l’incarico di direttore scientifico dell’Autodromo di Modena, dove organizzava corsi di guida sicura basati sul metodo di controllo della fissazione visiva, messo a punto in collaborazione con professionisti della guida e sportivi di fama internazionale in varie discipline, dall’automobilismo al motociclismo, dal ciclismo allo sci, fino alla ginnastica artistica, al volteggio equestre, alla danza acrobatica e al calcio.
Lo sport, infatti, è stata sempre una grande passione di Guidetti, che nel luglio scorso al Tecnopolo di Reggio organizzò insieme all’Asd Cooperatori un convegno sulla “Sicurezza e Perfomance in Bicicletta”, con la presenza di personalità di rilievo come Davide Cassani, commissario tecnico della Nazionale di Ciclismo, dell’allora direttore della Protezione Civile, Angelo Borrelli, del presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco e dell’ex pallavolista Andrea Lucchetta. In quell’occasione, Guidetti diede in anteprima la notizia dei miglioramenti delle condizioni di Alex Zanardi, suo grande amico, coinvolto nel grave incidente avvenuto il 19 giugno scorso in Toscana
Ma oltre allo sport – con una predilezione per la prativa del ciclismo e dell’equitazione – Guidetti era anche un grande appassionato di storia medioevale, con studi in particolare sulla figura di Matilde di Canossa, uno dei numerosi interessi di una personalità curiosa e poliedrica, che amava dedicarsi anche alla pittura.
Con la morte di Guidetti, la sanità reggiana perde un altro stimato professionista, dopo i decessi per Covid del dottor Riccardo Zucco, scomparso a 66 anni il 3 aprile 2020 (al quale pochi giorni fa è stato intitolato il Centro per la diagnosi e la cura delle cefalee all’interno della Struttura di Neurologia dell’ospedale Santa Maria Nuova), e quella del dottor Filippo Fard, 63 anni, il 22 dicembre scorso, deceduto all’ospedale di Modena dove da tempo lavorava prestando servizio nel 118. —
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