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Reggio Emilia, presentato il bilancio preventivo: «Più investimenti per uscire dalla crisi»

Roberto Fontanili
Reggio Emilia, presentato il bilancio preventivo: «Più investimenti per uscire dalla crisi»

I servizi per le famiglie, le fasce fragili e le imprese non saranno tagliati  

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REGGIO EMILIA. Il Comune di Reggio non taglierà i servizi a causa della crisi. Piuttosto, in questa situazione difficile, ha scelto di investire (e dunque di contrarre debito “buono”). È quanto emerge dal bilancio preventivo 2021 del Comune di Reggio. Una svolta che interrompe il trend degli ultimi anni e che ha come conseguenza quasi un raddoppio del debito pro capite per i reggiani, che passerà dai 345 euro del 2019 (il punto più basso) e dai 382 del 2020 ai 490 del 2021 e ai 626 euro del 2023.

Una scelta, hanno detto ieri il sindaco Luca Vecchi e l’assessore al Bilancio Daniele Marchi, «necessaria per garantire alle oltre 79mila famiglie reggiane il mantenimento dei servizi, a cui si affianca la scelta di non introdurre nuove tasse per famiglie e imprese e la necessità di prevedere investimenti per il rilancio dell’economia». Un bilancio difficile non solo per la situazione economica ma anche la previsione, ad oggi, che i trasferimenti statali e regionali si riducano dai 45 milioni del 2020 ai 35 milioni del 2021 (-28,1%) e a un costante calo degli introiti da concessioni edilizie stimati in 550mila euro. «Anche se siamo fiduciosi che ci possa essere un incremento dei trasferimenti statali», hanno detto sindaco e assessore nel presentare il documento in sala Tricolore dove sarà approvato nelle prossime sedute.

Il bilancio di previsione del triennio 2021-2023 si basa, per l’esercizio 2021, su due voci essenziali: 190 milioni di spesa corrente e 118,5 milioni di investimenti, a cui si aggiungono i 55 milioni previsti per il 2022 e i 22,5 previsti per il 2023.

I punti di fondo del Preventivo 2021 sono: un incremento delle risorse destinate alle politiche per le famiglie, le fasce più fragili e le imprese con 16,3 milioni di euro (+2,4% rispetto al 2020) per sanità e welfare; 21,5 milioni di euro per il Fondo non autosufficienza e 1,7 milioni di euro (+76,2% sul 2020) per il Fondo povertà.

L’altra scelta è stata quella del consolidamento del trend per il welfare, con 60 milioni di euro destinati. Una voce nella quale spicca il contributo del Comune alla società partecipata Asp Città delle Persone che passa dal milione del 2020 ai 2,3 milioni del 2021. Una scelta dovuta alle maggiori spese per la sicurezza degli ospiti e degli operatori e la previsione di minori entrate. Inoltre è previsto incremento delle risorse per le politiche educative: 28,5 milioni (più 10,5%). In questa voce rientra anche il contributo per l’Istituzione scuole e nidi d’infanzia che è passato dai 20 milioni del 2020 ai 19,5 del 2021. Previsione anche questa soggetta a variazioni nel corso dell’anno in base alla chiusura o meno, e per quanto tempo, delle scuole che andrà a incidere sulle entrate. Gli investimenti complessivi del Comune nelle società partecipate sono in linea con lo scorso anno per un importo complessivo di 28,6 milioni di euro. Voce nella quale balza all’occhio la diminuzione di 400mila euro verso Farmacie Comunali, i 200mila euro in meno alla Fondazione I Teatri e i 300mila euro in meno per la Fondazione dello Sport, in ragione del fatto che con la pandemia, in questi ultimi due comparti, l’attività si è ridotta. Gli investimenti per 118,5 milioni di euro nel 2021 sono comprensivi delle opere in corso (+71% sul 2020) a cui si aggiungono 9,1 milioni di euro di project financing per le scuole e il laboratorio ambientale. —

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