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Landi Renzo fa retromarcia e torna a perdere 7,9 milioni

E.L.T.
Landi Renzo fa retromarcia e torna a perdere 7,9 milioni

Il 2020 ha chiuso con un fatturato consolidato di 142,5 milioni di euro (-25,7%) Landi: «Siamo riusciti a circoscrivere gli effetti di questo “tsunami pandemico”»

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CAVRIAGO. Landi Renzo finisce nella “tempesta perfetta” del settore auto e torna a masticare amaro nel 2020. L’operazione di risalita messa in atto nell’ultimo biennio sembra in parte vanificata dalla crisi dell’automotive seguita all’emergenza Covid, che ha depresso il mercato. A dirlo è soprattutto il risultato netto del 2020: -7,9 milioni di euro, tornato quindi in territorio negativo rispetto a un utile di 6 milioni dell’anno precedente, il 2019, che sembrava essere l’esercizio della definitiva riscossa.

Una retromarcia che parte dal fatturato consolidato, votato ieri dal cda dell’azienda, e fissato a 142,5 milioni di euro, in decremento del 25,7% rispetto al medesimo periodo dell’esercizio precedente (191,9 milioni). L’Ebitda adjusted è pari a 8 milioni, in diminuzione rispetto ai 26,3 milioni del 2019 ma comunque positivo (3,6 milioni) nel quarto trimestre. L’Ebitda si è fermato a 6,7 milioni, pari al 4,7% del fatturato, contro i 24,7 milioni del medesimo periodo dell’esercizio precedente. Anche la posizione finanziaria netta è negativa per 72,9 milioni ma in miglioramento rispetto agli 86,1 milioni del 30 settembre 2020. «Si è chiuso un anno durante il quale i nostri risultati sono stati impattati dalla “tempesta perfetta”, che ha messo in difficoltà anche le vendite nel canale After Market - ha dichiarato infatti Cristiano Musi, amministratore delegato di Landi Renzo: «Siamo tuttavia molto fiduciosi che nel 2021 ci sarà una ripresa importante del nostro giro d’affari, in particolare sul canale After Market, accompagnato da una ripresa del canale Oem anche grazie al lancio di nuove iniziative nel settore Mid&Heavy Duty, dove di recente ci siamo aggiudicati un importante ordine negli Stati Uniti. Inoltre la crisi Covid ci ha fatto ancora di più capire l’importanza della sostenibilità. Anche in un anno complesso abbiamo investito molto in ricerca e sviluppo e abbiamo oggi un portafoglio prodotti completo anche per l’idrogeno. La nostra joint venture Safe&Cec srl ha registrato nel 2020 un valore della produzione in crescita rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, con un forte aumento della vendita di soluzioni biometano e una marginalità positiva e stiamo per lanciare le prime soluzioni per l’idrogeno».

«Il Covid 19 ha avuto delle conseguenze pesantissime sul sistema socio-economico mondiale, interessando trasversalmente tutti i settori - ha sottolineato Stefano Landi, presidente del gruppo - Sono tuttavia orgoglioso di come il gruppo che presiedo sia riuscito a circoscrivere gli effetti di questo “tsunami pandemico” e per questo ringrazio tutti i nostri dipendenti per gli sforzi compiuti».

Migliora quindi l’andamento del gruppo nel secondo semestre dell’anno, spinto anche dalla ripresa dei consumi e delle produzioni. Nel primo trimestre 2021 si consolida poi la ripresa del segmento After Market e proseguono gli investimenti in ricerca volti allo sviluppo di soluzioni per la mobilità sostenibile a idrogeno e a gas. Sono state lanciate poi diverse soluzioni per la mobilità ad idrogeno e firmati importanti accordi grazie ai quali l’azienda reggiana ha puntato sull’immediato futuro. —

E.L.T.

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