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fabbrico, in via righetta 

Via ai lavori sui capannoni dei gessi «Così saranno davvero isolati»

Via ai lavori sui capannoni dei gessi «Così saranno davvero isolati»

Soddisfatto il gruppo di opposizione Uniti che sul tema si è battuto dal primo momento. Martedì scorso è iniziato il processo

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FABBRICO. Dopo l’apertura del processo, giusto una settimana fa, un’altra novità c’è sul fronte gessi di defecazione, dopo il sequestro che risale a tre anni e mezzo fa. «Segnaliamo anche l’avvio dei lavori di messa in sicurezza dei capannoni di via Righetta» annuncia il gruppo di opposizione, Uniti per Fabbrico, che tanto si è mobilitato sul tema.

«L’azienda sta provvedendo a sistemare gli infissi danneggiati e sempre aperti con i sigilli del sequestro penale spesso violati, ma soprattutto, cosa fondamentale, verrà ripristinata la copertura dei tetti danneggiati per garantire l’isolamento dei gessi considerati rifiuti per la procura di Reggio – va avanti –. Infine, a breve inizieranno i campionamenti dei terreni inquinati per poi procedere alla bonifica per la quale l’iter non sarà celere».

Bonifica ordinata da Arpae e che Tar e Consiglio di Stato hanno sentenziato che spetti alla ditta Valli, che affittò il capannone e che quei fertilizzanti finiti a processo produce.

«Nel novembre 2019 questo gruppo consigliare aveva presentato un esposto per denunciare lo stato di degrado e pericolosità dei tetti dei capannoni e le continue violazioni dei sigilli, ma soprattutto chiedeva agli enti incaricati che intervenisse ai fini di accertare come quei tetti disastrati e sfondati favorissero il continuo scolo di acqua piovana sui gessi assolutamente non isolati e come tale situazione ne perpetrasse la fuoriuscita del percolato inquinante nei terreni – prosegue il gruppo di minoranza, in consiglio comunale - A seguito di un ulteriore sopralluogo lo scorso gennaio del NIPAF dei carabinieri forestali, finalmente Arpae ha dato ordine all’azienda di mettere in sicurezza quei capannoni isolandoli. E questo grazie anche alla perseveranza dei nostri consiglieri e di alcuni cittadini che hanno a cuore l’ambiente, nonchè alla competenza del Nucleo investigativo dei Carabinieri forestali di Reggio, che non ha mai mollato la presa».

«La strada è lunga, siamo in attesa di ulteriori risposte affinchè questa brutta pagina per il nostro territorio veda la luce in fondo al tunnel» concludono dall’opposizione. —

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