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Ecco il progetto che unisce la zona stazione alle ex Reggiane

Roberto Fontanili
Ecco il progetto che unisce la zona stazione alle ex Reggiane

La prima operazione prevista è anche la più complicata sono 200 i residenti sotto sfratto per 51 nuovi alloggi

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Dormire e vivere in zona stazione e studiare o lavorare al Tecnopolo e più in generale alle ex Reggiane, collegando in maniera organica con un ponte ciclopedonale la parte nord e la parte sud della città. Si potrebbe sintetizzare così il cuore del progetto di rigenerazione e riqualificazione presentato ieri dal Comune che punta ad integrare in maniera definitiva la zona stazione e l’area ex Reggiane e per il quale ha chiesto un finanziamento da 15 milioni di euro nell’ambito del bando nazionale per la qualità dell’abitare.

Si tratta di un progetto che si differenzia da quello di riqualificazione e rigenerazione che ha già ottenuto, sempre in via Turri, un finanziamento regionale di 5.3 milioni di euro e che prevede, ed è la prima volta, anche l’abbattimento di un intero isolato (identificato dai numeri civici 12 -14-15 in cui risiedono circa 200 persone). Al suo posto saranno realizzati 51 alloggi destinati a edilizia residenziale pubblica e una decina di alloggi che saranno messi prioritariamente a disposizione degli attuali residenti nel quartiere oltre a spazi pubblici.

Il progetto presentato ieri che prevede inoltre la realizzazione di un sovrappasso ferroviario in via Turri (della larghezza di 8 metri) che collegherà il Tecnopolo con piazza Secchi e la riqualificazione del capannone 17 delle ex Reggiane che diventerà il Polo digitale di Unimore, fa parte di un piano più complessivo che ha un valore stimato di circa 76 milioni di euro. A presentare il progetto a proposito del quale, ha detto il sindaco Luca Vecchi, «nulla vieta che se non fosse accolta la richiesta di finanziamento, potrebbero essere i privati ad attuarlo», oltre al primo cittadino, il vice sindaco Alex Pratissoli, l’assessore Lanfranco De Franco e il presidente di Acer Marco Corradi. In sintesi il progetto prevede la realizzazione di 51 alloggi Ers, di un sovrappasso ferroviario ciclopedonale, la riqualificazione della cosiddetta Cattedrale, ovvero il capannone 17 destinato a diventare il quarto Polo universitario dedicato al digitale e a sedi di aziende dell’Industria 4.0 ed enti di ricerca specializzati. Un progetto in continuità con l’intervento previsto su parte dell’isolato 902, (tra via Sani, via Paradisi, via Turri e viale del Partigiano), che già nel 2020 è stato oggetto di un co-finanziamento di 5.3 milioni di euro da parte della Regione e che punta a intervenire su un’area ad alta densità abitativa.

Un’area caratterizzata, riconosce lo stesso Comune, «da una rilevante e diffusa condizione di disagio e marginalità abitativa». Nel presentare il nuovo progetto, il sindaco ha rimarcato che «la richiesta di finanziamento di 15 milioni di euro riguarda i primi 3 interventi, dei 17 previsti che hanno un valore complessivo di 24,8 milioni di euro». Si tratta, ha poi aggiunto, «di una progettazione ambiziosa e di medio-lungo termine che guarda al futuro per dare impulso alla rigenerazione della residenza e all’insediamento di nuove funzioni pubbliche e private». Dal canto suo l’assessore De Franco ha sottolineato che «il progetto prevede una maggiore dotazione di servizi di prossimità e nuovi spazi e infrastrutture di carattere sportivo (con la realizzazione di due palestre), culturale, per la diffusione del digitale», per poi rimarcare che «si tratta di un progetto frutto di una lunga fase di ascolto, dialogo e confronto con i residenti e i soggetti attivi sul quartiere».

Da ultimo il vicesindaco Pratissoli ha evidenziato come «per la prima volta si riuscirà a fare dialogare in maniera concreta i quartieri della stazione centrale, quello di Santa Croce e il Parco Innovazione che si caratterizza come nuovo magnete per lo sviluppo della città». —

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