Gazzetta di Reggio

Reggio

il direttore generale 

«I cittadini sanno che il vaccino è la sola arma contro il Covid»

M.R.
«I cittadini sanno che il vaccino è la sola arma contro il Covid»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «I cittadini reggiani si fidano della campagna vaccinale e non avremo contraccolpi».

Ne sono sicure Cristina Marchesi (direttore generale dell’Ausl) e Nicoletta Natalini (direttore sanitario), che all’indomani della decisione dell’Agenzia italiana del farmaco di sospendere momentaneamente e in via precauzionale la somministrazione di AstraZeneca su tutto il territorio nazionale, hanno fatto il punto sull’organizzazione, e la riorganizzazione, delle vaccinazioni nella nostra provincia.

«Stamattina alle 7.30 (ieri mattina per chi legge, ndr) davanti alle farmacie di Reggio c’erano le file per prenotare i vaccini – hanno raccontato con non poca soddisfazione – significa che i cittadini reggiani capiscono quello che sta accadendo, si fidano della campagna vaccinale e soprattutto sanno che solo il vaccino potrà farci uscire da questa situazione emergenziale».

La loro convinzione nasce da quanto avvenuto nelle scorse settimane e anche negli ultimi giorni, quando la decisione di ritirare il lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca aveva scatenato timori anche a Reggio. «Abbiamo avuto un centinaio di rinunce all’indomani della sospensione di quel lotto – ha ricordato Marchesi – ma poi la situazione si è normalizzata e non abbiamo più avuto un numero di rinunce significativo».

Contrariamente, ha aggiunto Natalini, «abbiamo continuato a ricevere tantissime prenotazioni per le categorie che sono coinvolte da questa “fase 2” della campagna vaccinale: gli ultra 80enni (che sono già stati vaccinati, tra prime e seconde dosi, in 7.800), disabili in carico all’Ausl e persone con patologie gravi, non per forza croniche».

L’organizzazione dimostrata finora dall’azienda sanitaria e l’adesione dei cittadini alla campagna vaccinale hanno anche fatto sì che a Reggio non siano state sprecate dosi: «L’apertura del commissario Figliuolo di vaccinare “il primo che passa per strada” è molto positiva – ha spiegato Marchesi – ma noi non abbiamo mai avuto bisogno di reclutare persone che passavano casualmente dalla sede vaccinale». Questo perché «abbiamo sempre avuto liste di riserva con persone appartenenti alle categorie con priorità pronte a sostituire eventuali rinunce dell’ultimo minuto».

Alle Fiere, ha poi aggiunto Natalini, «mentre al mattino si preparano subito le siringhe per le somministrazioni, al pomeriggio si aspetta che si presentino sei o undici persone (a seconda del vaccino usato, ogni flacone contiene sei o undici dosi) per prepararle. Quando si nota un rallentamento del flusso o ci si accorge di defezioni partono le chiamate a chi doveva presentarsi e, se questa persona non verrà, ai sostituti dell’elenco». Persone, ad esempio, che avrebbero ricevuto il vaccino nei giorni successivi, e a cui viene chiesto di presentarsi alle Fiere subito. «Cosa che è sempre avvenuta senza problemi né criticità», hanno precisato Marchesi e Natalini. «Diciamo – ha concluso Marchesi – che non ci siamo mai trovati con un’abbondanza tale di vaccini da dire “ce n’è per tutti”. Quando succederà saremo contenti». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google