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La parrocchia di Gavasseto sotto assedio dei vandali

Ambra Prati
La parrocchia di Gavasseto sotto assedio dei vandali

Staccato un braccio alla madonna posizionata nell’edicola votiva dell’area giochi Scritte sui muri della chiesa, danneggiati e incendiati gli arredi del circolo 

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Scritte e simboli satanici vergati sui muri con lo spray come il “666”, la parola “Diavolo”, frasi come “Dio non esiste ricordatelo” inframmezzate da disegni osceni. E ancora vandalismi come quelli alla statua della madonna, mutilata di un braccio (l’arto è già stato riattaccato), panchine e tavoli spaccati e incendiati, un banco frigorifero danneggiato e teloni di plastica antivento tagliati e deturpati con spray indelebili.

È quanto è comparso nel fine settimana – tra venerdì e ieri – alla parrocchia San Lorenzo Martire di Gavasseto, presa di mira, insieme al circolo Anspi della frazione ospitato nei locali dietro alla parrocchia, da quello che si presume essere un gruppo di giovani vandali, sempre più scatenati forse perché inoperosi, e che approfittano degli spazi deserti per colpire.

I vandalismi e i graffiti indecenti non sono comparsi in un’unica nottata, ma si sono susseguiti giorno dopo giorno (o meglio notte dopo notte) in un crescendo preoccupante, in sfregio alla sacralità del luogo e con grave danno per il circolo Anspi, che custodisce le attrezzature per le sagre in una tettoia aperta adiacente all’oratorio.

I vandalismi e i falò di quest’ultimo week end rappresentano l’ultima goccia che fa traboccare il vaso secondo Ermanno De Pietri, cassiere del circolo Anspi, e Angelo Campani, amministratore della parrocchia e collaboratore Anspi.

«Sono stati bruciati i cassonetti della raccolta carta, rovesciati i contenitori di birra, tagliati i teloni di chiusura delle pagode antistanti il bar del circolo, sfasciate sedie e panchine (i pezzi divelti sono poi stati dati alle fiamme su quel che rimaneva dei tavolini), è stato completamente distrutto un banco frigorifero di notevoli dimensioni, sono state forzate più volte le porte di accesso al circolo e dei servizi igienici esterni della chiesa (servizi ridotti a un vero e proprio porcile), mentre i tavoli adibiti al servizio doposcuola sono stati tagliati ai bordi con cocci di bottiglie rotte, che mettono in pericolo l’incolumità dei bimbi che frequentano l’oratorio. Tutti i muri circostanti chiesa e oratorio, teli di chiusura, cassette elettriche, prefabbricati esterni ormai sono coperti di scritte di ogni genere che dovranno essere ripulite. Senza contare che è stata danneggiata la statua della madonna posizionata in un’edicola votiva nel parco giochi per i bambini. Ultimamente è stata forzata la cassetta elettrica contenente le apparecchiature di accensione della pista polivalente e sono state accese le luci per giocare a calcetto all’una di notte, in barba alle restrizioni del coprifuoco».

Secondo i volontari che si prendono cura quotidianamente del luogo «sono anni che la parrocchia è presa di mira da gruppi di vandali, che sostano nei dintorni della chiesa di giorno e di notte. Ormai questi malviventi hanno causato danni davvero notevoli: tra la necessità di ridipingere e l’acquisto delle attrezzature perse stiamo parlando di migliaia di euro».

Vandali sconosciuti, ma non troppo, secondo Ermanno De Pietri. «Abbiamo dei sospetti su un gruppo di giovanissimi perché, tra le scritte, sono comparse alcune lettere che potrebbero essere iniziali di nomi, ma su questo aspetto sono in corso indagini da parte dei carabinieri di Reggio».

Difatti in questi giorni è stata formalizzata una denuncia contro ignoti ai militari dell’Arma, mentre i responsabili della parrocchia stanno vigilando costantemente per arrivare a individuare i colpevoli.

«La comunità di Gavasseto invita i genitori di questi ragazzi a tenerli sotto controllo per evitare ulteriori spiacevoli episodi – concludono De Pietri e Campani –. Comprendiamo il frangente difficile e il profondo disagio che i giovani stanno subendo a causa della pandemia, ma questo comportamento non è tollerabile. Perciò rivolgiamo un appello alle famiglie: parlate con i vostri figli, fate loro capire il senso del limite e il rispetto dovuto a luoghi pubblici». —

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