Gazzetta di Reggio

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TESTIMONIANZA SHOCK 

Rivive in aula gli abusi subìti dal marito

L. G.
Rivive in aula gli abusi subìti dal marito

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reggio emilia. Tre ore di testimonianze difficili da raccontare, di violenze drammatiche e terribili. Si è svolta ieri pomeriggio la seconda udienza che vede imputato un 32enne marocchino accusato di maltrattamenti, sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni aggravate.

Vittima di questi abusi la moglie, una 34enne reggiana, che ieri ha testimoniato in aula difesa dall’avvocato Rosanna Beifiori. «Ha raccontato quello che è successo – spiega la legale – e non è stato facile. Da un lato c’è un legame affettivo con il coniuge che fatica a morire, dall’altro tutti gli episodi di cui la mia cliente è stata vittima. Le accuse sono state confermate così com’erano state presentate e sono stati portati anche i certificati medici».

Accuse pesantissime, quelle rivolte al marito della 34enne. Come ricostruito dagli nell’inchiesta coordinata dal pm Piera Giannusa sono due gli episodi che hanno portato in cella l’uomo.

Il primo risale al 2 maggio 2019 e poggia sulla denuncia della moglie, avvalorata dalla testimonianza di un’amica (sentita anch’essa ieri in aula). Quel giorno la donna ha bevuto un po’ troppo e si trova in un bar di via Roma quando nel locale piomba il marito che l’afferra per un braccio e la fa salire a forza in macchina, per poi portarla nella casa abbandonata in cui vivono in condizioni igienico-sanitarie allucinanti. È l’inizio di un pestaggio ma anche minacce di morte.

Per tre giorni la 34enne rimane chiusa in camera, le viene impedito anche di andare in bagno, ma riesce ad approfittare di una distrazione del marito per chiedere aiuto all’amica: all’arrivo della polizia nella casa abbandonata, lui riuscirà a fuggire calandosi dalla finestra.

Il secondo episodio il 28 agosto dello stesso anno quando, sempre all’interno dell’edificio abbandonato occupato dalla coppia, si arriva allo stupro. Ancora pugni e schiaffi ma anche la minaccia di farle fare la stessa fine della giovane cinese uccisa nel bar Moulin Rouge. La 34enne viene violentata e inoltre, per le lesioni all’occhio e orecchio destro, sarà giudicata guaribile in quindici giorni.

Episodi ripercorsi ieri in aula dalla donna davanti ai giudici Giovanni Ghini, Silvia Guareschi e Antonella Bove. Nella prossima udienza, fissata per metà aprile, verranno sentiti i testimoni della difesa, si terrà l’esame dell’imputato e, probabilmente, anche la discussione del processo. —

L. G.

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