Gazzetta di Reggio

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CASTELNOVO MONTI, RICHIESTA DELL’OPPOSIZIONE 

«Togliete la foto del sindaco Rabotti Piduista, approvò le leggi razziali»

In municipio sono esposte le immagini dei primi cittadini dall’Unità d’Italia in poi. «Partecipò alle iniziative anti-ebrei»

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CASTELNOVO MONTI. «Rimuovete quella foto: Celio Rabotti approvò le leggi razziali e fece parte della loggia P2». Ad avanzare la richiesta sono i gruppi di opposizione Castelnovo Libera, per voce del capogruppo Alessandro Davoli e del consigliere Paolo Pigoni, e il Movimento 5 Stelle, tramite il capogruppo Luca Maioli. Da anni in municipio a Castelnovo Monti, nella sala d’attesa di fronte all’aula consiliare, sono presenti le foto di tutti i sindaci del paese dall’Unità d’Italia in poi (quantomeno, di quelli per i quali è stato possibile trovarne una; per gli altri è presente il nome). Tra questi figura Celio Rabotti, sindaco a Castelnovo per 12 anni, negli anni ’20, poi parlamentare in due legislature durante il fascismo.

Sulla rimozione della sua foto i due gruppi d’opposizione hanno presentato una mozione da discutere in consiglio comunale. «Nel quarantennale del rinvenimento della lista degli aderenti alla loggia massonica segreta Propaganda 2 – spiegano i tre firmatari – chiediamo al consiglio comunale di condannare fermamente l’appartenenza ad associazioni segrete e di rimuove dall’atrio del secondo piano del palazzo comunale la foto dell’ex sindaco Celio Rabotti, per la sua appartenenza a quell’associazione segreta, nata con finalità eversive. Il 17 febbraio 1981, durante una perquisizione ordinata dalla Procura della Repubblica, venne rinvenuta, a Castiglion Fibocchi (Arezzo), presso una fabbrica di proprietà del criminale Licio Gelli, una lista di 963 nomi di persone affiliate alla loggia denominata Propaganda Due. Il nome di Celio Rabotti, già sindaco e poi podestà di Castelnovo Monti, deputato del Regno e successivamente eletto alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, e infine per due volte Podestà di Reggio Emilia, sino al marzo del 1945, risulta iscritto nell’elenco degli affiliati di una successiva lista, come riporta Wikipedia nella pagina a lui dedicata».

Il documento enumera poi le inchieste in cui è stata coinvolta la loggia P2, e prosegue: «Bisogna verificare se quanto affermato dalle fonti giornalistiche e storiche indicate risulta vero, anche tramite opportuno approfondimento tramite storici locali, data la notorietà e l’importanza rivestita da Rabotti nelle istituzioni statali del Regno, a partire dagli anni ’20 del ’900. Non va nemmeno taciuta la sua posizione attiva nel promulgare le famigerate leggi razziali, ad iniziare dal Regio decreto legge 5 settembre 1938, convertito nella Legge 5 gennaio 1939. Fu risoluto nell’organizzare la confisca dei beni di famiglie e cittadini reggiani di etnia ebrea, e al successivo internamento e deportazione nei campi di sterminio tedeschi. Se i fatti menzionati fossero riscontrati come veri, ovvero l’affiliazione alla loggia massonica segreta ed eversiva Propaganda Due, già del Grande Oriente d’Italia, e l’approvazione, come membro della Camera dei Fasci e delle Corporazioni (Parlamento), delle leggi razziali nel 1938-39, si provvederà alla rimozione della fotografia di Celio Rabotti dalla sala antistante l’aula del consiglio comunale ove sono affissi i volti e i nomi dei sindaci, dei podestà e dei commissari prefettizi che hanno governato il Comune di Castelnovo Monti per oltre 160 anni, dall’Unità d’Italia ad oggi, lasciando nello spazio vuoto il nome e la motivazione della rimozione». —

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