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Reggio

Il processo 

Violentata dal ragazzo conosciuto in preghiera

Enrico Lorenzo Tidona
Violentata dal ragazzo conosciuto in preghiera

Il gup rinvia a giudizio un 22enne ghanese che frequenta la stessa chiesa. La donna se l’è ritrovato addosso sul letto

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REGGIO EMILIA. Si è svegliata nel bel mezzo della notte perché sentiva freddo. Si è trovata con la parte inferiore del corpo completamente nuda, svestita da quel ragazzo conosciuto in una comunità confessionale nel Reggiano e che il padre aveva ospitato, offrendogli di dormire sul divano dopo che aveva perso la corriera per tornare a casa. Il giovane, un 22enne ghanese richiedente asilo e assegnato a una onlus, si sarebbe invece infilato nella camera, avrebbe sfilato i pantaloni del pigiama e le mutande alla ragazza, violentandola. Un racconto effettuato dalla donna, madre di due figli, che dormivano nella stanza accanto insieme ai nonni, tutti di origine ghanese. Una violenza carnale che risale a quattro anni fa, sulla quale ha indagato la Squadra Mobile di Reggio e che ha portato all’incriminazione da parte del sostituto procuratore Piera Giannusa. Un’accusa pesante per un reato terribile, che ha portato al rinvio a giudizio del 22enne, comparso ieri in udienza sul banco degli imputati – difeso dall’avvocato Claudio Bassi – mentre la vittima, anche lei presente in aula, è assistita dall’avvocato Lucia La Rocca, tramite la quale si è costituita parte civile.

Il giovane aveva confermato il rapporto sessuale, affermando che fosse consenziente. La donna, invece, ha sempre affermato che si trattasse di una violenza, perpetrata senza indugio dal ragazzo che ha conosciuto nella chiesa delle comunità religiosa che entrambi frequentano.

Il padre della donna aveva visto il giovane per strada, il quale gli aveva raccontato di aver perso il pullman per tornare a casa. L’uomo, riconoscendolo, gli aveva proposto di passare la notte a casa sua. Dopo la cena consumata tutti assieme, al ragazzo è stato offerto il divano, su cui si è messo a dormire, mentre la ragazza era andata nella sua camera e nonni e nipotini nell’altra.

L’aggressione, raccontata nel dettaglio dalla vittima alla polizia, sarà ricostruita poi davanti ai giudici del collegio presieduto da Simone Medioli con Chiara Alberti e Stefano Catellani a latere.

Nell’accusa si parla di un’aggressione avvenuta mentre la ragazza dormiva ancora, che il ghanese ha bloccato con il suo peso dopo averla denudata, costringendola a subire un rapporto sessuale.

Il processo, di cui ieri si è svolta la prima udienza, risulta già essere assai delicato: durante il procedimento saranno sentiti sia la vittima sia il padre, che dice di non aver udito l’aggressione alla figlia, nonostante stessero dormendo con la porta aperta. —

Enrico Lorenzo Tidona

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