Bolletta-truffa: cade l’accusa per l’imputato Non fece lui il contratto
castelnovo sotto. Un’anziana nel 2012 aveva sporto denuncia perché si era ritrovata a pagare una bolletta dell’Enel, senza però aver mai sottoscritto un contratto di quel tipo.
Insomma, si riteneva truffata. Lei non c’è più, ma l’iter giudiziario è andato avanti e ieri si è concluso il processo per truffa, con alla sbarra Francesco Marras. Come ricostruito dai carabinieri, l’Enel aveva conferito il mandato ad una società intermediaria, la quale poi si era avvalsa di procacciatori che sul territorio sono andati a concretizzare i contratti di somministrazione. In aula a Reggio Emilia sono stati sentiti l’allora titolare di una società con sede a Torino a cui Enel affidava la promozione e vendita di contratti di fornitura di energia intermediatrice, nonché il maresciallo dei carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto che aveva compiuto gli accertamenti in sinergia con i militari di Torino. Chiuse le deposizioni, la discussione. Il pm ha chiesto la condanna ad un anno di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 600 euro. Invece l’avvocatessa Federica Ghesini, nell’arringa difensiva, ha evidenziato come l’autore effettivo della sottoscrizione contrattuale non sia l’imputato, bensì un procacciatore facente capo al suo assistito. E sempre il difensore ha fatto presente che non era stato realizzato un indebito vantaggio, visto che l’Enel aveva restituito quelle somme. Una ricostruzione per arrivare a chiedere l’assoluzione. Tesi difensiva che ha fatto breccia, visto che dalla camera di consiglio il giudice Stefano Catellani è poi uscito con una sentenza assolutoria. —
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