Mescolini trasferito dal Csm a Firenze torna nuovamente all’attività di pm Isabella Chiesi è di nuovo la reggente
reggio emilia. La Terza Commissione del Csm ha deliberato ieri mattina il trasferimento dell'ormai ex procuratore capo di Reggio Emilia – Marco Mescolini – alla Procura di Firenze dove andrà a ricoprire un posto vacante con le funzioni di sostituto procuratore.
Il 24 febbraio scorso il plenum del Csm aveva disposto all'unanimità il trasferimento d'ufficio di Mescolini per «incompatibilità ambientale». All'origine della vicenda l'esposto presentato da quattro pm reggiane (Isabella Chiesi, Maria Rita Pantani, Valentina Salvi e Giulia Stignani) dopo la pubblicazione delle chat fra Mescolini e l'allora consigliere del Csm Luca Palamara, col primo che insistentemente si informava sull'iter della sua nomina a procuratore di Reggio Emilia.
Le quattro magistrate sostenevano di non essere più nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria, dopo la pubblicazione sulla stampa delle conversazioni e segnalavano altre vicende relative alla gestione dell'ufficio giudiziario. Lo stesso Mescolini – 55enne nato a Cesena, ex pm della Dda di Bologna, ruolo con il quale ha indagato e condotto l'accusa (assieme alla collega Beatrice Ronchi) del maxiprocesso Aemilia contro la 'ndrangheta – aveva indicato, come si legge nella delibera della Terza Commissione del Csm (con relatore il consigliere Giovanni Zaccaro), il capoluogo toscano tra le preferenze di destinazione. Assegnazione resa possibile anche dal fatto che non sono pervenute al Csm domande di altri aspiranti al posto. Alla Gazzetta l’avvocato difensore Franco Gaetano Scoca fin dal primo momento ha specificato come abbia consigliato al suo assistito di attendere le proposte di sedi e funzioni da parte della Terza Commissione prima d’abbracciare un eventuale ricorso al Tar del Lazio entro sessanta giorni dalla decisione dell’assemblea plenaria del Csm. L’intenzione del magistrato sarebbe però già chiara: imboccare la strada del ricorso amministrativo perché ritiene inaccettabile l’essere “dipinto” come una toga non imparziale. «Sembrerebbe da quello che è stato detto – le parole del legale al plenum – che sia stata fatta un’indagine molto accurata, ma non è così. E le chat con Palamara erano sui ritardi per la nomina, non sui contenuti». Verrà chiesta anche la sospensione dell’atto, perché il ricorso amministrativo non ha effetti sospensivi automatici. Si tratta di un atto urgente che potrebbe essere affrontato nel giro di 10-15 dal Tar relativamente alla richiesta di sospensiva, mentre nel merito del ricorso i tempi sono solitamente più lunghi. La reggente ad interim della Procura è ora la pm Isabella Chiesi. —
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