Tamponata e schiacciata tra due tir Trentenne muore sul colpo in A1
Sophia Bolsi era nata a Montecchio e viveva a Parma. Lavorava da un anno e mezzo come modellista per Max Mara
Martina Riccò
REGGIO EMILIA. Era uscita di casa per andare al lavoro, come ogni mattina, ma ieri non è mai arrivata.
La vita di Sophia Bolsi, che aveva spento trenta candeline su una torta di fragole qualche mese fa, a metà dicembre, si è interrotta pochi metri dopo il chilometro 133 sud dell’autostrada A1, tra il casello Terre di Canossa-Campegine e l’uscita di Reggio. Proprio nel punto in cui, per via di lavori di manutenzione iniziati qualche settimana fa e tuttora in corso, le corsie di marcia da tre diventano due.
Sophia era a bordo della sua Panda azzurro cielo e, come tutti quelli che come lei procedevano in direzione di Bologna, in prossimità del cantiere aveva rallentato.
L’uscita di Reggio era vicina, in una manciata di minuti si sarebbe ritrovata nella sede di Max Mara, in via Maramotti, dove lavorava da circa un anno e mezzo come modellista. Dopo essersi diplomata al liceo scientifico di Parma, dove abitava da sempre con la sua famiglia, e aver fatto la commessa per qualche anno, Sophia aveva infatti deciso di inseguire il suo sogno ed era riuscita a farsi assumere dalla maison reggiana.
Forse ascoltava musica alla radio. Forse semplicemente stava pensando a cosa avrebbe dovuto fare di lì a poco: toccare stoffe e tessuti, immaginarli abiti, creare modelli. Si era incolonnata al tir che la precedeva e procedeva verso ciò che amava: la moda, il suo lavoro.
Non poteva sapere che il camion che stava arrivando dietro di lei, e che forse lei aveva intravisto nello specchietto retrovisore anche se era ancora lontano, non avrebbe frenato. Invece il camion non ha interrotto la sua marcia, ha tamponato la Panda di Sophia e l’ha scaraventata sotto il mezzo pesante che la precedeva. L’utilitaria, completamente schiacciata, è rimasta incastrata sotto il rimorchio. Dentro l’abitacolo, Sophia è morta sul colpo.
Il tragico incidente è avvenuto poco prima delle 8. La macchina dei soccorsi si è avviata immediatamente, e sul posto sono accorsi il personale medico-sanitario e tre squadre dei vigili del fuoco, da Sant’Ilario e da Reggio.
La gravità dell’accaduto era purtroppo evidente, perciò il 118 ha inviato diversi operatori e mezzi, compreso l’elisoccorso. Una volta arrivati, però, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della giovane donna, e l’elicottero è tornato vuoto a Parma.
A quel punto sono stati i vigili del fuoco a intervenire, estraendo dall’abitacolo il corpo di Sophia.
Al termine delle operazioni, molto delicate e impegnative, la salma è stata portata all’obitorio del cimitero Nuovo di Coviolo, a disposizione della magistratura.
In autostrada sono rimasti gli agenti della polizia stradale di Reggio, coordinati dal comandante Ettore Guidone, per effettuare i rilievi e indagare sulla dinamica. Che al momento pare abbastanza chiara. All’origine del tamponamento che è costato la vita alla trentenne dovrebbe esserci un colpo di sonno dell’autista del camion, un 55enne italiano. L’uomo ha dichiarato ai poliziotti di non essersi accorto della coda che si stava formando davanti a lui, causata dal restringimento dell’autostrada da tre a due carreggiate. Secondo le prime ricostruzioni della polizia stradale, il mezzo pesante non procedeva a una velocità eccessiva ma, come ammesso dallo stesso camionista, non c’è stata alcuna frenata, se non proprio all’ultimo, quando ormai era impossibile evitare l’impatto.
Nell’inerzia dello schianto il carico trasportato dal tir che ha tamponato (composto da lunghi pannelli di legno) è stato proiettato contro la cabina, distruggendola. L’autista è rimasto praticamente illeso ma è stato comunque accompagnato all’ospedale dopo aver rilasciato le sue dichiarazioni ai poliziotti. Era in stato di shock.
Il camionista è poi stato sottoposto agli esami tossicologici richiesti in queste circostanze. —
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