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«Il calo dei contagi sarà molto più lento delle altre ondate»

Nicole Nasi
«Il calo dei contagi sarà molto più lento delle altre ondate»

L’Ausl traccia il bilancio di una settimana di pandemia Terapie intensive e semintensive occupate ancora al 90%

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Nicole Nasi

reggio emilia. Numeri, dati e preoccupazioni. È stata una settimana intensa che ha innescato ancora più dubbi e timori, ma come sta andando realmente l’andamento dell’epidemia sul nostro territorio? «Ci troviamo nel pieno della terza ondata – ha chiarito Cristina Marchesi, direttore generale Ausl Reggio Emilia –. I casi giornalieri sono stati mediamente 250, con alcuni picchi, quindi una stabilità che si asseta su livelli alti e l’obiettivo è senza dubbio quello di incominciare a scendere. Così come abbastanza stabili sono i rapporti tra sintomatici e asintomatici e quello tra focolai noti e casi sporadici, entrambi girano attorno al 50 per cento».

Da rilevare, prosegue, «il fatto che la maggior parte delle volte coloro che non presentano sintomi sono più numerosi. Questi dati sono stati effetto dell’attività di tracciamento, che va avanti senza sosta e assieme alle Usca».

Il tracciamento rimane in linea con le segnalazioni e tutte le pratiche relative all’isolamento e alla quarantena vengono aperte in non più tardi di 48 ore. Nonostante l’aumento dei tamponi effettuati nelle ultime settimane, la pandemia rimane perciò circoscritta.

«Il dato più rilevante rimane quello che segnala i contagi ogni 100mila abitanti – ha continuato Marchesi – Dall’8 al 14 marzo si sono registrati mediamente 330 casi per 100mila abitanti. Calcolandolo ogni giorno, invece, la nostra Provincia conta più di 250 casi quotidiani. Bisogna sempre tener conto che si tratta di un numero inferiore rispetto alla media regionale che si aggira attorno ai 437 ma che non si devono sottovalutare i territori vicini. La situazione generale in questo momento ci vede resistere a questa terza ondata, veramente molto pesante, anche perché ci coglie in un frangente in cui avremmo voluto indirizzare tutte le nostre risorse sulla campagna vaccinale. Invece siamo ancora occupati su più fronti: ospedale, territorio, tracciamenti e tamponi».

Il quadro ospedaliero racchiude una fotografia molto chiara. «Gli accessi medi giornalieri in pronto soccorso per ogni tipo di patologia sono lievemente aumentati: da 300 a 317, 44 dei quali sono Covid positivi – ha spiegato Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero –. Si registra un lieve calo della percentuale dei pazienti che presentano il virus sul totale degli accessi, facendo prevalere con almeno un 85 per cento le altre casistiche. Ciò vuol dire che c’è tutta un’altra tipologia di pazienti che necessita di cure e che è largamente prevalente».

L’occupazione di posti letto per pazienti Covid è vicina all’80 per cento nonostante l’incremento dei giorni scorsi, e si è passati da una media di 340 letti disponibili alla settimana dei primi giorni di marzo a 386 di ora.

In terapia intensiva sono occupati 23 posti su 26 a Reggio Emilia e 8 su 9 a Guastalla (il 90 per cento), mentre i letti di questi reparti destinati a pazienti con altre patologie, che sono presenti solo al Santa Maria e al Sant’Anna, sono occupati al 60 per cento, 6 su 10. Un dato positivo che si conferma è il tasso di mortalità, che continua ad essere tra i più bassi della Regione. «Un particolare impatto sull’ospedale si è registrato lo scorso fine settimana – ha spiegato però Mazzi – quando c’è stata un’occupazione preoccupante dei letti dalla lungodegenza alle terapie intensive, con percentuali vicine o superiori al 90 per cento. Da lunedì vi è stata una lieve inversione di tendenza a cui si è associato un parallelo incremento della casistica “no Covid”. Questo ha reso necessario procedere velocemente alla riconversione in Covid free di 20 posti in lungodegenza a Reggio e 15 nel reparto di Medicina a Guastalla».

La sensazione è «che la curva si sia appiattita ma che la discesa avverrà in modo più lento rispetto alle altre ondate. Una nota positiva è che negli ultimi giorni almeno 1-2 pazienti hanno iniziato a fare un percorso a ritroso, uscendo dalla terapia intensiva verso una graduale guarigione. Il monitoraggio deve essere fatto in maniera ancora più stringente. Resta fondamentale rispettare le norme anti-contagio oltre che le limitazioni imposte dall’ultimo decreto».

Rems, Cra Covid e hotel restano aperti e rispettivamente si contano 13, 18 e 10 pazienti ricoverati. Le attività Usca hanno visto un leggero calo (489 di cui 200 in case di riposo, in una sola settimana) e restano sostanzialmente stabili le visite negli ambu-Covid (26) e nello studio “famiglia straniera” (26). —

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